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Secondo estratto

Curiosità dal passato

Liuk Perry

Interventi di Paolo Franceschetti e Solange Manfredi al convegno organizzato dal David Icke Meetup, tenutosi il 13 settembre scorso a Roma.

La comicità può essere uno stimolante od un sedativo. Da qualche anno a questa parte la satira è stata spazzata via dai media di massa in favore di un umorismo tranquillante. Modelli imperanti sono ormai i ridicoli ed imbarazzanti Zelig e Colorado Café, in cui l’invenzione artistica corroborante è stata soppiantata dal tormentone ebete soporifero per l’intelletto.
Contro la diffusione di simili narcotici sociali e per chi sentisse il bisogno di un’alternativa, io e lui abbiamo ideato Disgustibus, un format satirico interamente autoprodotto di cui abbiamo realizzato la puntata pilota dalla durata di un’ora circa. Farlo è stato per noi un piacevole dovere nonché un doveroso piacere, una divertente necessità. Lavorare, si sa, non c’è mai piaciuto.
Si tratta di un progetto indipendente che più indipendente non si può, realizzato praticamente a costo zero ed in assoluta autonomia; Disgustibus è una sorta di meta-trasmissione, un viaggio nello squallore quotidiano televisivo, politico, umano attraverso un percorso nei vari e molteplici generi del Comico.
Abbiamo deciso di renderne pubblico un breve estratto.

SE siete curiosi di vedere il resto; SE come noi non avete soldi ed entusiasmo per prestarvi al delirio vacanziero; SE non siete stati risucchiati dallo squallore familista cedendo al tradizionale ritorno estivo presso i vostri procreatori; SE la vostra vita è decisamente insoddisfacente; ALLORA potrebbe interessarvi venire MERCOLEDI’ 12 AGOSTO ALLE ORE 21 al REWILD VEGAN CLUB, Via Giovannipoli 18 (zona Garbatella), Roma, ad assistere alla PROIEZIONE dell’opera nella sua intierezza.
E’ una replica,  causata forse dal successo riscosso, e pensiamo che,  comunque, potrebbe farvi piacere assistere a cinquantanove minuti e venti secondi di satira che in televisione non vedrete mai.
Inoltre è una buona occasione per mangiare e bere vivande che non sono state precedentemente schiavizzate, torturate e uccise.

Dunque, ricapitolando:

MERCOLEDI’ 12 AGOSTO
ORE 21
REWILD VEGAN CLUB (http://www.rewild.it/)
VIA GIOVANNIPOLI 18 (ZONA GARBATELLA)
ROMA

proiezione puntata pilota di

DISGUSTIBUS

programma autoprodotto di satira indipendente ma così indipendente che al confronto *aggiungi un paragone a scelta*

Astenersi giocatori di Fantacalcio

Disgustibus

Se ve capita

sabato 18 luglio dalle ore 20.30

via Giovannipoli 18, Roma

gente cinica per tempi efferati

disgustibus

proiezione/presentazione della puntata pilota del programma di satira indipendente “disgustibus” di fulvio venanzini e claudio gianvincenzi

a seguire:

a distruzione di un mito / spinoza live:
gaspare bitetto reciterà una selezione di racconti tratti dal suo ultimo libro e una carrellata di estratti del sito satirico www.spinoza.it

peppe guano legge teo baracca:
“li sonetti post-bellici” del celebre(?) autore contemporaneo recitati dal grande(??) peppe guano


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non ve lo perdete eh

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Quando ti annoi, non essere affrettato; approfondisci la sensazione: si tratta di indigenza.

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(L’unico inimitabile straordinario Jack Black)

Leggendo il magistrale e boicottatissimo libro di Roberto Quaglia Il mito dell11 settembre e l’opzione dottor Stranamore”, risalente in questa seconda edizione al 2007, mi è casualmente capitato di affrontare proprio in questi giorni la parte dedicata al tema della guerra biologica, e nella quale sono trattate le epidemie virali recenti, come la SARS, e le recenti strane morti in sequenza di svariati microbiologi nel mondo. Argomento di una certa attualità, insomma.
A pagina 238, al paragrafo intitolato Sfoltimento dell’umanità, Quaglia scrive:

Le mutazioni virali letali dell’influenza sembrano diventate di moda. Non è proprio questo il genere di profezie che uno si augura di azzeccare. Spiegare il passato è dopotutto sempre e soltanto un’opinione a posteriori, ma prevederlo ha invece il profumo inebriante della scienza, anche se in questo specifico caso bisognerebbe parlare piuttosto di  puzza allarmante.
Quale sarà il prossimo evento biologico “inaspettato”? Mutazione di un virus dei maiali? Uragano che distrugge un centro di ricerche biologiche rilasciando colture di virus mortali? Fuga di cavie infette da un laboratorio militare? Caduta accidentale di un aereo con agenti batteriologici letali?

In generale, un libro altamente consigliato.

Ripensamenti

“Comandare è meglio che fottere”


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“E saranno cazzi”

Che(cche)

Sapete, non si può vivere senza un ideale. Il mio è magra co’ le zinne grosse.

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“Avete ammazzato Eluana, noi non lo dimenticheremo mai.”

“…Ma guarda che era un vegetale”

“Ecco, adesso insultiamola  pure”

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Non capirò mai perché si continui a parlare di “potere al popolo” e di “popolo sovrano”, dal momento che la parola “popolo” è stata coniata appositamente per identificare tutti coloro i quali non contino un cazzo.

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Farsi le fotomodelle. E’ questa remotissima eventualità che spinge ad andare avanti nella vita alcuni di noi. I più intelligenti fra noi.

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Il colonnello delle previsioni del tempo è la suprema e perfetta incarnazione del concetto di “brava persona rispettabile”: l’uomo in divisa che parla del tempo.
Il sogno di ogni mammina timorata di Dio per sua figlia. Non c’avevate pensato, eh?

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Va oltre l’esteriorità chi non può permettersela.


Il miglior modo per scoprire se qualcuno è di destra o di sinistra è dargli qualche milione d’euro sulle mani.

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Secondo me la maggior parte di coloro che si definiscono di sinistra, lo fanno perché sono mingherlini o mollaccioni ed a rischio di prendere schiaffi a rotoloni, mica per altro.

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Alla mia età James Dean era già morto da 3 anni e mezzo.

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L’altra sera, rientrato a casa, siccome ero senza connessione e bestemmiavo, ho riacceso la TV. E’ singolare come la Bignardi riesca a risultare allo stesso modo stolta di fronte ad Antonio Rezza ed  a Fabrizio Corona.
Io non ho nulla contro Fabrizio Corona; se solo fossi un po’ meno pigro farei peggio di lui, cioè meglio. Sarei un Fabrizio Corona senz’altro migliore, se mi ci mettessi.

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Ieri mi sono dimenticato del compleano del mio amico ebreo. Nella mia provincia si parla già di una nuova e pericolosa ondata di ansisemitismo.

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Feisbuc

Microspie? Nuovo Ordine Mondiale? fucili? polizia? microchip sottocutanei? ma che roba obsoleta! non si fa così il controllo sociale, la gente vuole divertimento. Je fai un luna park digitale e te dicono pure quanto cacano al giorno.

Feisbuc è riuscito nell’arduissimo compito di rendere la retorica peggio di ciò che già era, portandola a spalancare nuovi orizzonti di nefandezza: se prima di esso la retorica era vuota e noiosa, dopo il suo nefasto avvento, essa è diventata anche spaventosamente ridicola.

Io ho considerato sin dal primo sguardo Feisbuc una cosa estremamente idiota e deleteria ed ho avuto l’istinto di chiudere la pagina, ma poi al secondo sguardo ho scorto continenti di fregna inesplorati e così ho continuato la sua navigazione.

Ce lo vedreste comunque voi James Dean su Feisbuc? io per niente.

E’ incredibile, guardando indietro, al tempo in cui Feisbuc non era ancora stato partorito, pensare a quale potenziale di imbecillità virtuale giaceva inespresso, anche in ambiti sociali insospettabili.

Ora vado nei locali dove suonano e ai tavolini mica stanno a guardare la band sul palco che si sbatte, no, si fanno le foto imbecilli fra di loro, così poi le mettono su Feisbuc. Ormai c’è chi vive solo per avere materiale per Feisbuc.


Poi su Feisbuc aggiungi il tuo cantante preferito e scopri che è deficiente. Una vera sciagura, Feisbuc.

Ma insomma, perché mai iscriversi a Feisbuc?
l’ho già detto, per la gnocca internazionale. E con un cognome finto. E poi grazie a Feisbuc posso vantare amicizie con gente troppo fica che non ho mai visto e conosciuto, tipo “Ryan Joyce” di Chicago, mica Mirko Spadaccia de Rieti, mica cazzi.

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P.S.
Ma se il popolo è sovrano, allora la “casa del popolo” non dovrebbe essere come minimo una reggia?

La festa della merca

“Tradizione”, è in nome di questa nefasta parola, che altro non sta a significare se non cieca sudditanza verso il passato, che le più turpi e becere abitudini umane vengono perpetuate nel tempo.

Ed è quindi con questo alibi che anche quest’anno l‘Universitaria  Agraria di Tarquinia è onorata di presentare e promuovere  la gloriosa “Festa della Merca” (come da trash manifesto, sopra) ovvero  come passare da romantici amanti della vita agreste  magnando e maltrattando gli animali in allegria, e mascherando il tutto da iniziativa dall’elevato contenuto culturale:

Venerdì 17 Aprile giornata dedicata alle scuole e ai bambini, con visite guidate nei boschi, Mostra Nazionale del Bovino Maremmano, giochi, e dimostrazioni legate al mondo del cavallo, in un contesto naturalisticamente unico come la tenuta della Roccaccia.

Sabato 18 Aprile dalle tinte forti, legate al mondo del cavallo, parte infatti la tappa del Campionato Nazionale Monta da Lavoro, con le prove di gimkana e sbrancamento dei vitelli. Di grande interesse il Convegno dal titolo La Maremma – Tarquinia Elogio dell’Eccellenza dedicato ai prodotti locali ed alla loro valorizzazione, al termine del quale saranno consegnate le Coltrine d’Oro premio istituito per riconoscere le eccellenze della Città nei campi più disparati. E poi ancora Prove per i Cinofili, e il secondo Bike Contest dedicato agli appassionati della mountain bike.

A chiudere il pomeriggio Trofeo Città di Tarquinia riservato ai cavalcanti della Città. Serata e nottata all’insegna della Festa dell’Allevatore con i riconoscimenti ed i premi legati alla 14 edizione della Mostra del Bovino Maremmano.

Domenica 19 Aprile dedicata alla Tradizione, con la Marchiatura del Bestiame, il Percorso di campagna per cavalieri senza paura, la Mostra Cinofila il tutto incastonato in un Villaggio dedicato al gusto ed all’artigianato. Pomeriggio con il Trofeo Università Agraria a squadre per la cattura del vitello e lo Spettacolo di Cavalli e Musica in un mix davvero imperdibile.

Musica, festa, colori, passeggiate nei boschi, profumi e sapori, per salutare una primavera mai così tanto attesa e agonista.

Numeri da capogiro, tra associazioni coinvolte, cavalieri attesi, capi in mostra, stand, persone qualificate, una scommessa importante volta a rilanciare definitivamente un evento suggestivo e storico.

Si conferma la vocazione dell’Università Agraria di Tarquinia alla promozione di eventi di straordinaria portata per il territorio, ma anche di rispetto e rilancio delle produzioni locali in un momento di crisi economica senza sprechi e sperperi.

Sfoga anche tu la tua rabbia repressa su quadrupedi indifesi

Fatti branco ed abusa di bovini all’aria aperta

Dimostra la tua netta superiorità tecnica rispetto ai ruminanti


Riscopri le antiche usanze dell’autorità e della vessazione sui più deboli

Insegna ai tuoi figli a chinare il capo con chi è potente ed a schiacciare chi non lo è

Inizia i tuoi pargoli alla nobile arte della dominazione


Ribadisci fiero il concetto di specismo

Offri sfoggio della tua indiscutibile virilità

Mercifica la vita in nome del pubblico gaudio



Tarquinia: dove Tortura è Cultura.

“La ballata di Renzo” è un brano inedito di Rino Gaetano del 1970, di cui si scoprì l’esistenza solo qualche anno fa.  La canzone anticipa e descrive la dinamica della tragica morte del cantautore stesso, avvenuta nel 1981, in modo così inquietantemente preciso che risulta davvvero arduo pensare al “caso”.

All’epoca, infatti, solo gli “addetti ai lavori” (i produttori e le persone che lavoravano insieme al cantante) erano a conoscenza di quel brano. E solo chi conosceva la canzone poteva fare in modo che si realizzasse nella pratica, e in modo così dettagliato.

Quando qualche anno fa uscì la notizia della scoperta del brano inedito, i media si affrettarono subito a definirla una “profezia”. I giornali scrissero che ne La ballata di Renzo “Rino aveva previsto e messo in musica, dieci anni prima, la propria morte”. Ma sarebbe invece più oppurtuno affermare il contrario: la morte del cantautore è avvenuta esattamente come nella sua canzone non perché quel brano fosse una profezia, ma perché qualcuno l’ha usata per applicare la regola del contrappasso.
Eccola finalmente, appena pubblicata, per la prima volta, all’interno della raccolta “Live & Rarities”:

Mario Borghezio, ospite d’onore del meeting organizzato da Nissa Rebela, movimento di estrema destra francese, tiene lezione sulle tecniche da utilizzare per riconquistare il potere, allo stesso modo della Lega Nord.

di Ariel

Ma di chi è il miele?

Il miele è un cibo appropriato per i vegan?

E’ una domanda che ci si pone, quando si passa a mangiare vegan, perchè il miele è sempre stato considerato un cibo sano, naturale e sembra davvero una forzatura pensare di eliminarlo dalla propria alimentazione. Inoltre si pensa che le api non vengano uccise o maltrattate per fornircelo, per cui l’aspetto etico sembra non venire toccato.
Tutti gli esseri viventi in qualche modo nuociono ad altri esseri viventi, anche ponendo la più grande attenzione nel non farlo deliberatamente. Pensiamo a quando camminiamo, o si costruiscono palazzi, o si guida la macchina, o… Infliggiamo morte o facciamo del male ad altri esseri viventi solo con la nostra mera esistenza e questo è semplicemente un aspetto dell’essere vivi, fa parte dell’ordine delle cose il fatto che succeda in maniera non deliberata.
La differenza tra vegan e non vegan è proprio nell’elemento dell’intenzionalità. I vegan consapevolmente cercano di non procurare danno ad altri esseri senzienti. Questo non vuol dire che non lo facciano per pura casualità, ma il loro intento è proprio quello di evitare di farlo intenzionalmente.

Ma tornando al miele….
Il miele è prodotto dal nettare zuccherino dei fiori raccolto dalle api e poi rigurgitato e passato tra loro finchè non è parzialmente digerito. Dopo l’ultimo rigurgito, le api sventolano quella sostanza con le loro ali finchè diventa fredda e appiccicosa. Questa mistura che noi chiamiamo miele, ed è essenzialmente vomito di api, viene allora immagazzinata nelle cellette dell’alveare e usato come unica fonte di nutrimento durante i mesi freddi o quando altre fonti di cibo non sono disponibili. Quando gli esseri umani prendono il miele dall’alveare, prendono qualcosa che non è stato fatto per loro, ma per le api stesse.

Durante la raccolta del nettare dei fiori, le api impollinano anche le piante, un processo naturale necessario e inevitabile. Anche se gli esseri umani ne beneficiano, le api non impollinano le piante per servire noi, quello è solo un aspetto secondario. L’utilizzo delle api per l’impollinazione delle colture non richiede tra l’altro in alcun modo la distruzione dell’alveare.

Per raccogliere il miele, gli apicultori devono invece rimuovere temporaneamente un certo numero di api dalla loro casa. Anche il più attento di loro non potrà evitare anche solo inavvertitamente di schiacciare o uccidere in altro modo alcune di queste api, sarebbe impossibile fare altrimenti. Questo vale naturalmente per la raccolta non solo del miele ma anche della cera d’api, del polline, della propoli, della pappa reale.

Ci sono molte alternative al miele, e da un punto di vista vegan non c’è ragione di utilizzarlo. Nel 1944 parlò di questo il manifesto della British Vegan Society, poi confermato dall’ American Vegan Society nel 1960. I dolcificanti in realtà non sono indispensabili per la salute umana. In essi non ci sono praticamente nutrienti essenziali. Gli esseri umani possono vivere senza zucchero e senza miele e in ogni caso esistono molte alternative completamente vegetali e cruelty-free: zucchero di canna bio, sciroppo d’acero, succo d’agave, malto di riso, sciroppo di sorgo, etc.
Per quanto mi riguarda, non sono molto golosa ma per dolcificare e ogni tanto fare qualche torta o crema utilizzo zucchero di canna integrale di agricoltura biologica, preferibilmente del commercio equo solidale, oppure il succo di agave e il malto di riso, entrambi molto simile al miele come consistenza. Il miele lo lascio alle legittime proprietarie, ne hanno bisogno più di me.

foto di Riccardo Gessa

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