Tra le varie manifestazioni della stupidità umana, della quale amo molto dibattere, come avrete notato, vi è senza dubbio il fenomeno del conformismo; conformismo che quando non è direttamente imposto da un regime e quindi da una legge, viene scelto dall’individuo come unico stile di vita possibile per sentirsi accettato e vivere in armonia con i propri simili, senza chiedersi se sia giusto o meno, e che chiaramente occupa pressoché ogni aspetto della vita dell’uomo medio. In questa occasione però mi piace soffermarmi sui risvolti estetici, per così dire, derivanti dal fenomeno conformismo, il quale non può che condizionare tremendamente le abitudini di chi ne abbracci la filosofia anche per quanto riguarda il vestiario. Succede così che viene tacitamente accettato ed indossato ciò che un invisibile leader chiamato “moda” ordina di indossare, poiché l’importante non è piacere o piacersi, ma bensì essere perfettamente omologati al gusto autoimposto comune senza “rischiare la personalità”, malattia temuta per la quale si può venire additati come portatori sani di libero pensiero. Ora, mi sono sempre interrogato sulle modalità attraverso cui una data moda si sviluppa e diffonde e sono giunto alla conclusione, invero piuttosto scontata, che la moda viene inizialmente lanciata da una sola persona. Bella scoperta eh?, ok, però mi piacerebbe proprio osservare da vicino e costantemente il processo di diffusione che permette ad un capo firmato, di un accessorio, o qualsiasi altra cosa di passare, attraverso i continenti, le nazioni, le regioni e le province, dall’”inventore” fino all’ultimo fruitore, lungo tutto l’arco di tempo necessario all’operazione. Mi incuriosisce da sempre la moda. Proprio perché la ritengo una forma di idiozia assolutamente inarrivabile; una delle tante gabbie che l’uomo sceglie spontaneamente di abitare, come la religione, ed il militarismo, ad esempio. Ogni regime totalitario e repressivo ha da sempre tra le sue preoccupazioni, quella di impedire la libera espressione del popolo che sottomette, a cominciare appunto dall’abbigliamento, anch’esso potenzialmente sovversivo, strumento di ribellione e di rivendicazione della propria identità di essere umano diverso dagli altri e dotato di proprie idee; mi domando quindi se sia normale che in una democrazia – o presunta tale – si scelga spontaneamente di annullarsi come soggetti per aderire a dei canoni estetici preconfezionati come quelli della moda, di sentirsi appagati e rappresentati da una scritta sul petto identica a quella del proprio vicino di casa; la risposta è chiaramente no, cosa c’è di più spersonalizzante e misero della moda? vestire “alla moda” è mettersi nella condizione omologata dei carcerati, costretti all’uniforme, pur essendo liberi. Chiaramente non mi aspetto che chi segue la moda capisca questo, perché se fosse in grado di farlo, l’avrebbe già fatto senza che io lo scrivessi, e non seguirebbe appunto la moda. Sono anni che mi guardo intorno avvilito nel vedere imprevedibili cambi di gusti nel vestiario materializzarsi di fronte a me, come un incubo che diventa realtà, puntualmente; si sono toccati ultimamente picchi di imbecillità che a confronto un lumacone è Sigmund Freud: dai jeans acquistati appositamente già strappati e per questo pagati cifre maggiori, a quelli a vita iperbassa per evidenziare le mutande di marca, da quelli scoloriti a quelli con la stampa della ruota sopra, sempre per rimanere in tema di pantaloni. E’ triste notare quanto siano pochi coloro che hanno le palle di dire no alla moda in toto; a tal proposito vorrei portare l’esempio delle pantofole infradito, che tanto hanno spopolato nelle ultime estati, calzature indubbiamente scomode ed innaturali per il pide, indossando le quali qualche anno prima del boom ufficiale si sarebbe divenuti oggetto di scherno da parte dei più, invece cosa succede? In un batter d’occhio esco di casa con 40 gradi centigradi ed i conseguenti soliti sandali antiafa ai piedi e scopro che il mondo va da un’altra parte: il must sono le infradito. Provo inutilmente a chiedere spiegazioni a riguardo ma sbatto inevitabilmente contro un muro di gomma, tutti infatti, o quasi, le indossano, come se fossero nati con quelle ai piedi, e, trovandomi in netta minoranza non posso che capitolare pensando:” ehi! una ciabatta con una cordicella da infilare tra le dita – deve venirti una sorta di callo per sopportarle, mi spiegano – scomoda in discesa..ma come ho fatto a non pensarci prima??”. Il fatto è che chi segue la moda mi fa davvero paura; trovo che piegarsi al trend del momento sia sintomo di estrema manovrabilità e di scarsa predisposizione al ragionamento, io non mi fido molto di chi segue assiduamente la moda, e lo considero generalmente uno stupido, per i motivi sopra citati, egli costituisce infatti terreno perfetto sul quale sedimentare una dittatura, volendo per forza trovare spunti politici in questo ragionamento, ricordate le divise del Fascismo e “Credere, obbedire, combattere”? beh, la variante appropriata in questo caso sarebbe : “Apprezzare, comprare, indossare”, un regime modaiolo invisibile che permette a multinazionali e quanto altro di arricchirsi alle spalle dei fessi, che non capiscono, o si ostinano a non capire che spendere dei soldi in più per permettersi qualcosa che tutti gli altri possiedono, non conferisce alcuna caratteristica di spicco nella società; si torna solo al punto di partenza, come da nudi si è tutti simili, da “uniformati” si è come nudi. Soldi buttai, quindi. Sì, lo so, avrò anche detto cose che già si sapevano, ma dopo un paio di sere nello stesso locale nell quale TUTTE le donne avevano ai piedi gli ormai irrinunciabili stivaloni in pelle( il materiale è irrilevante, in questa sede, chiaramente), sentivo di dover vomitare il mio disgusto; io mi chiedo come si faccia a guardarsi l’un l’altro e a non trovarsi ridicoli, essendo tutti abbigliati in serie., invece è tutto tristemente normale. Tornando all’argomento stivale sadomaso, mi fa un po’ ridere che solo l’altr’anno, credo che nessuna donna si sarebbe mai sognata di andare in giro con i pantaloni inzeppati al suo interno come un cercatore di lumache, ora invece quella burinata è considerata “giusta”, cool, a quanto pare, e se due anni fa con gli stivaloni in pelle e i tacchi a spillo ci si sentiva, ingiustamente, un po’ delle bagasce in cerca di uomini da frustare, oggi il tutto è assolutamente accettabile, ordinario..bello! e guai a domandare il perché di ciò! Così vuole la moda e così deve essere, se il volgare “va”, volgare sia! ( alzino la mano le donzelle che per essere eleganti non abbiano acquistato stivaloni di tessuto animale ultimamente.) Nessuno, tuttavia, ammetterà mai le proprie “colpe” e messo davanti alla fatidica domanda “perchè indossi questo vestito come altrre 15 persone in questi cinque metri quadrati?”, il modaiolo di turno, risponderà come lobotomizzato: “ ..ma a me piace..”, certo, ogni stagione ti piace una cosa diversa che, guarda caso, piace a tutti, curioso eh?
Solo la cretinaggine va bene per tutte le stagioni.
Alla prossima moda, speriamo l’ultima.
Solo la cretinaggine va bene per tutte le stagioni.
Alla prossima moda, speriamo l’ultima.










