Non è vero che non ho rispetto per chiunque indossi la divisa. Per alcuni di essi la mia ammirazione è totale, e profonda è la stima che nutro nei loro confronti per il coraggio e la forza di volontà che dimostrano nel loro operato. Mi riferisco a coloro i quali per guadagnarsi da vivere passano la giornata incollati ad un monitor a visionare immagini di bambini e neonati stuprati e seviziati. Per svolgere quello che io ritengo il mestiere probabilmente peggiore del mondo, per usare un’espressione un po’ colorita, occorrono dei coglioni mastodontici, coglioni che la stragrande maggioranza di noi non si sognerebbe nemmeno di poter possedere. Ho letto da qualche parte che gli operatori della sezione investigativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni sono seguiti costantemente in questo loro nobile quanto atroce lavoro da una equipe apposita di psicologi, e la cosa che più mi ha stupito è stata il fatto che il motivo di ciò sia, oltre naturalmente lo stress mentale derivante facilmente intuibile, il terrore sviluppato col tempo da alcuni di essi di poter scoprirsi a loro volta dei pedofili. Alcuni non ce la fanno e gettano la spugna, perché mostruoso è quello che sono costretti a vedere. Come non capirli d’altronde? entrare in incognito nella tana del lupo ogni giorno, in un regno sterminato fatto di orrori e perversione come un barbiere entra nella sua bottega, cercando di rimanere impassibili, freddi e ligi al dovere, non deve essere la cosa più facile del mondo. E’ arduo solo da pensare specialmente per chi, come me, è turbato dalla vista di un cane alla catena.
Sono eroi che lavorano seduti ad una scrivania, che non fanno rumore, che invece di “rischiare la vita”, mettono a repentaglio la loro sanità mentale per tentare di arginare un fenomeno , come tutti sanno, sempre più in espansione – ed è questo uno dei pochi terribili “contro” del mezzo internet – alimentato da persone senza scrupoli per gente spesso e probabilmente malata; un business infame che, apparentemente accompagnato dalla generale indignazione, miete vittime e genera guadagni enormi in tutto il mondo giorno dopo giorno.
Scovi un sito pedo-pornografico, lo fai chiudere e ne spuntano altri cento. Denunci delle persone per reato di pedofilia on-line, lo fai arrestare e ne trovi altre mille ancora in libertà. Tutto questo è estremamente frustrante, ma non certo inutile; va fatto, e per fortuna c’è qualcuno che, pur non ricevendo abbastanza spesso il pubblico plauso, non si tira indietro e, lontano dalle trincee, combatte una delle poche guerre pulite, nell’ombra, senza vacillare.









