Stamattina, in una pausa dal lavoro, esco per recarmi nel vicino negozio di alimentari e camminando per la strada mi imbatto nell’ennesimo venditore porta a porta extracomunitario, marocchino per l’esattezza – quella via è frequentatissima – comunemente detto “vucumprà”, il quale mi propone immediatamente l’acquisto della sua merce consistente in articoli in tessuto di vario genere e abbigliamento intimo, il tutto ammucchiato in un grande borsone da viaggio.
io:”ah, scusami, ma ho soldi contati e inoltre non mi occorre nulla, poichè ho già comprato dei calzini ultimamante..“
ambulante:”guarda, tovaglie, copridivano..compra!“
io:”no, guarda, ho solo pochi soldi con me e mi servono nell’immediato, anche volendo non potrei..prova più su, magari qualche casalinga..“
ambulante:”compra, no? guarda, guarda, va beh…“
io:”ok, dai, devo andare, ciao…“
Faccio ritorno sul posto di lavoro e, tempo cinque minuti, eccoti entrare nel negozio il tizio di colore di poco prima, deciso ad appioppare della merce ai miei; non curandosi della tiepida accoglienza di mio padre, si dirige verso mia madre intento a martellarla col piglio del Mastrota più sicuro delle proprie capacità di venditore:
ambulante:”su signora, compra qualcosa; ecco: coprimaterasso, copriletto, asciugamani, copridivano..“
madre”no, ti ringrazio, ma non mi occorre nulla al momento, già le ho tutte queste cose..“
ambulante:”tovaglie, mutande, calzini(e porge calzini con il logo Nike)…”
madre:”dai, non ti faccio perdere tempo..ultimamente ho comprato ad un tuo collega, quando posso, volentieri…“
ambulante:”ma aiutami, comprami qualcosa..”
madre.”..ma già qui si vende poco..magari la prossima volta..”
ambulante:”non comprate mai..“
madre:”non è vero, compriamo spesso, specialmente mio figlio, che compra sempre calzini e t-shirt..”
ambulante”no! non comprate mai..“
madre”..ma se tu non sei mai passato qui!“
ambulante” sese..non comprate mai voi!“
io:”guarda, ho a disposizione un euro: che mi dai per un euro?“
ambulante (ignorandomi del tutto):”non comprate mai, e compra qualcosa..( e torna ad esibire la mercanzia)
io:”mi dai un paio di calzini da un euro, se li hai?“
ambulante(sempre ignorando la mia proposta):” perchè siete così?“
padre:” guarda, posso pagarti un caffè per oggi, ok?“
ambulante:” e compra qualcosa, dai, aiutami..perchè non mi vuoi aiutare..“
padre:”posso darti un euro, se non ti offendi, ma non mi serve nulla..“
ambulante (rivolgendosi a me):”compra queste calze(le Nike di prima)
io:”no, te l’ho già detto, ne ho un cassetto pieno di calze e ho solo un euro, se vuoi te lo do volentieri..“
ambulante:”già, perchè sei un razzista..“
io(evitando l’istintiva reazione stile Mario Brega comunista):”ma no, che razzista? di cosa parli??“
ambulante:”si, siete razzisti..“
padre:”sì, siamo razzisti, hai ragione.“
ambulante:”perchè siete così razzisti?“
madre:”no, guarda che ti sbagli..”
ambulante:”razzisti..“
io:”che c’entra il razzismo? se non voglio comprare non compro nè a bianchi nè a neri..mica posso comprare a tutti!”
ambulante:”sì, razzisti, ma tanto anche i razzisti ci devono andare sotto terra..“
io:”OHMAVEDIDANNAFFANCULOMACHECAZZOVOINONSAICHECAZZODICIMOHAIROTTOLEPALLE
MANNAGGIAALAMADONNA!!“
ambulante(andandosene irritato):”…”
padre:”mi ha ricordato quel venditore di cerotti che una volta, dato che non gli volevo comprare nulla, dato che non mi servivano, mi disse:”ecco, poi vi lamentate se mi drogo!” al che io risposi:”ma guarda che per me puoi pure spararti a un piede o buttarti in un pozzo, se vuoi, chi ti trattiene??”
risate generali.
Il razzismo nei confronti degli imbecilli è sempre più necessario a quanto pare.
Attendendo il prossimo rappresentante di aspirapolveri gay che mi accuserà di omofobia
perchè uso la scopa, offrendomi così materiale per un altro scadentissimo post, premo “pubblica”.









