Siamo pieni di merda.
Le medicine sono inutili.
Il digiuno fa bene.
Mangiare solo frutta fa bene.
Al primo impatto queste affermazioni possono sembrare alquanto deliranti ed insensate, ma dietro di esse c’è un signore chiamato Arnold Ehret, nato nel 1866 e trovato morto prematuramente all’età di 56 anni nel parcheggio sotterraneo di un hotel con la base del cranio fracassata. La polizia concluse che si trattò di una disgrazia dovuta al fatto che probabilmente Ehret scivolò su una macchia d’olio picchiando violentemente la testa sul pavimento causandosi la frattura del cranio. Tuttavia su questa versione dei fatti, in base a quanto riporterò avrete presto dei seri dubbi.
Ma andiamo con ordine.
La visione poco tempo fa del documentario Sicko mi ha fornito lo spunto per dire qualcosa a proposito della salute umana, e più precisamente sui concetto di malattia, cura e guarigione.
Il film di Michael Moore, come tutti sanno, denuncia il vergognoso e disumano sistema sanitario statunitense, che, non essendo pubblico, condanna milioni di persone ad una vera e propria schiavitù, costringendole a fare qualsiasi cosa pur di accaparrarsi i costosissimi medicinali ed accedere alle altrettanto proibitive cure mediche, gratuite in Europa, in Canada, e a Cuba, per esempio.
Basandosi sull’esempio americano, si può facilmente ottenere una conferma del fatto che l’industria farmaceutica, in tutto il mondo abbia come scopo quello di introdurre quanti più farmaci sul mercato, servendosi chiaramente di mezzi abominevoli e antiscientifici come la sperimentazione animale, a scopo di lucro, così come l’industria bellica ha quello di produrre e vendere quante più armi possibili.
Ecco quindi che, è banale dirlo, che entrambe le lobbies traggono profitto diretto da drammi quali guerre e malattie.
I parallelismi potrebbero andare avanti, se volessimo spingerci a notare che, come l’industria delle armi può facilmente usare come giustificazione della propria esistenza e utilità la necessità di combattere il crimine e la violenza favore della pace, quella farmaceutica usa invece la necessità di curare una lista quasi infinita di “malattie”, a favore della nostra “salute”.
Ora, come, da sani di mente, non si può credere che producendo armi e vendendole si lavori per un mondo più pacifico, e che quindi la cessazione dei conflitti sia tra gli interessi di chi le produce, altrettanto non si può accettare la ricerca medica ufficiale sia tesa a rendere la nostra salute migliore, cioè non più bisognosi dei farmaci che le stesse multinazionali farmaceutiche devono necessariamente vendere, per fare soldi.
Insomma, la storia dei congressi medici alle Bahamas la conoscono tutti, dei “dottori” corrotti che somministrano farmaci non già sulla base di un reale bisogno del paziente, ma su quella del proprio tornaconto personale, ed è facile indignarsi per questi episodi, ma bisogna andare oltre e domandarsi se realmente la medicina ufficiale sia attendibile, nella sua essenza; in fondo, nonostante investimenti e ricerche multimilionarie, le malattie incurabili esistono, ci si continua ad ammalare e la gente muore. E’ evidente che qualcosa non va. Forse a qualcuno fa comodo che la gente si ammali, debba curarsi e non guarisca, forse perchè i ricercatori dipendono dalle case farmaceutiche, dalle compagnie petrolifere, dall’industria automobilistica, da quella del tabacco, e da quella alimentare, per avere fondi per le ricerche. Se è logico che il fine ultimo della produzione di armi non quello di eliminare i conflitti armati, ma di alimentarli per trarne profitto, deve essere altrettanto logico che dietro la produzione delle medicine non possa che esserci la volontà di alimentare e mantenere costante lo stato di non salute della popolazione, per trarne allo stesso modo profitto.
Forse il problema è quindi alla radice, forse è un sistema marcio fino all’osso e la medicina ufficiale non è che un’altra delle bugie di stato delle quali siamo vittime fin dalla nascita, e bisogna interrogarsi realmente sul significato che essa attribuisce alle parole “malattia” e “guarigione”; secondo il Prof. Arnold Ehret, originatore e maestro del Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco – naturalmente screditato ed osteggiato sin da subito – ed autore dell’omonimo libro segnalatomi da un mio amico, la “malattia” è una etichetta che viene data ad una serie di sintomi.
Un sintomo è la manifestazione del processo di espulsione di tosseine messo in atto dall’organismo per disintossicarsi. Fin dalla nascita l’organismo umano si impegna per eliminare ogni sostanza tossica che possa alterare il suo stato di salute ottimale. Quando questo processo di disintossicazione è in atto, l’espulsione delle tossine provoca dei sintomi, il medico comunemente detto tale chiama questi sintomi “malattia” e si dà un gran da fare per sopprimerli. In pratica si impegna duramente per fermare il processo di disintossicazione al fine di far sparire i sintomi e chiama questo “curare la malattia”.
La maggior parte dei medici sono convinti di fare la cosa giusta, avendo subito la programmazione messa in atto nelle varie facoltà.
Sempre secondo Ehret, la malattia in sé è un’astrazione, una classificazione di sintomi. Il modo corretto di far sparire un sintomo consiste invece nel portare a termine il processo di disintossicazione. Il processo termina quando le tossine che disturbano la salute del corpo sono state eliminate.
Il corpo non smette mai di disintossicarsi. Anche quando viene ostacolato continua a farlo fino alla morte. Manifesta i sintomi disintossicandosi; se questi vengono soppressi artificialmente con dei farmaci, che altro non sono che sostanze tossiche, cercherà di eliminarli, per poi ritornare al gradino precedente, cercando di risolvere ogni emergenza. Se gli serve energia per disintossicarsi, non esiterà a togliere quella che serve all’individuo per svolgere altre attività, gli farà venire sonno, lo farà sentire debole per costringerlo al riposo, per recuperare l’energia che gli serve per ripararsi.
Che siamo consapevoli o meno, il processo di disintossicazione è sempre in atto, e ha successo nel suo lavoro meno glielo impediamo. La maggior parte degli stili di vita adottati oggi non consentono un facile lavoro agli organi coinvolti nei processi di disintossicazione, e le cure mediche farmacologiche non fanno che aggravare la situazione.
Sugli accumuli di tossine c’è un gran movimento di microrganismi che vivono nutrendosene, in pratica componendoli rendendo facile la loro eliminazione. Questo processo fa apparire dei sintomi di diverso genere, infiammazione p infezione, ad esempio. La medicina ortodossa uccide con dei farmaci i microrganismi e i sintomi scompaiono, ma essendo rimaste le tossine, altri microrganismi faranno la lroro comparsa, e tutto ricomincerà da capo. E’ bene fare l’esempio che segue per spiegare la differenza fra la cura di una “malattia” e la mera soppressione dei sintomi. Supponiamo che in un angolo di un cortile ci sia un mucchio di immondizia maleodorante sul quale prosperano dei topi. Si decide di eliminare i topi(non fatelo a casa), ma dopo un po’ altri topi arrivano e si decide di eliminare pure quelli. Alla fine qualcuno decide di eliminare il mucchio di spazzaturaed i topi se ne vanno, non trovando più nulla di loro gradimento. Quest’ultima è la vera soluzione.
Se elimini gli accumuli di tossine i germi non troveranno nulla su cui vivere e la “malattia” cesserà.
Ma questa vera soluzione non solo risolve definitivamente la malattia, ma pone in serie difficoltà, come prima accennato, il business della malattia. Non essendoci più germi e virus da incolpare, i farmaci diventano inutili.
Vediamo ora invece perché il corpo umano s’intossica; la contaminazione avviene sia attraverso fonti esterne (esogene) che interne (endogene). Le sorgenti esterne più comuni di intossicazione trovano la loro strada tramite:
– inalazione (fumando, inquinamento atmosferico, materiali da otturazione dell’amalgama dentale, costruzioni fatte con materiali insalubri),
- ingestione (additivi chimici nei cibi, prodotti chimici nell’acqua, droghe e farmaci),
- iniezione (vaccinazioni, iniezioni dei farmaci vari, tatuaggi),
- assorbimento (prodotti chimici dei tessuti sintetici, vernici, plastica, antiparassitari, e fertilizzanti chimici),
- irradiazione (raggi X, impad energia nucleare, test di bombe varie, residui delle miniere di uranio, telefoni cellulari e ponti ripetitori, monitor dei computer e apparecchi televisivi, forni a microonde, centrali elettriche e trasmissioni radiotelevisive tradizionali e via satellite).
Le sorgenti interne di intossicazione invece sono costituite da fermentazione, dal cibo consumato non digeritoche imputridisce ed irrancidisce, e da disidratazione, denutrizione, nonché da pensieri ed emozioni negative. Questa tossicità endogena può anche essere causata dagli effetti di tossine esogene che contribuiscono alla denutrizione e all’inibizione della digestione a causa dei danni che arrecano al sistema nervoso, al sistema immunitario e al sistema enzimatico.
Quindi è la stessa società che ci fa ammalare costringendoci ad uno stile di vita che di naturale per il nostro organismo non ha nulla a volerci curare, o meglio fingere di farlo, gettandoci in un circolo vizioso che ha come unisco scopo quello di far arricchire case produttrici di farmaci e industrie alimentari e di vario genere. Un esempio pratico lo si può facilmente reperire accendendo la tv, e soffermandoci su reclami di prodotti “contro il colesterolo”, già, non si incoraggiano le persone a mangiare sano e quindi non assumere grassi saturi e tutto ciò del colesterolo è la causa, ma le si invitano a comprare altri alimenti per combattere l’azione dannosa degli stessi che vengono pubblicizzate televisivamente un secondo dopo. Una presa per i fondelli vera e propria, dalla quale bisognerebbe liberarsi semplicemente ragionando.
Come è facile intuire, il nostro corpo si intossica principalmente perché sottoposto nella maggior parte dei casi ad un’alimentazione del tutto innaturale per esso( Ehret individua nell’alimentazione addirittura la causa del 99% dei problemi di salute). Risulta ormai assodato, infatti, nonostante molti ripetano a pappagallo, come ci insegnano dalle elementari, che “l’uomo è un animale onnivoro”, che tale non è affatto, ma bensì si inserisce nella categoria degli animali frugivoro-fruttariani, per lunghezza dell’intestino – circa 12 volte il tronco – conformazione fisica dalla struttura non offensiva, pollice della mano opponibile adatto a raccogliere semi e frutti, canini poco sviluppati, denti adatti a triturare cibi duri, saliva ed urina alcaline, numerose ghiandole salivari, lingua liscia, stomaco con duodeno, secrezione gastrica poco acida, capacità uropoietica del fegato e mancanza degli enzimi preposti alla digestione di cibi diversi da frutta e verdura a foglia verde – nostri alimenti più adatti - specialmente quelli di origine animale. Non si tratta quindi di etica qui, ma pura biologia, e negare questa palese verità a favore della teoria dell’onnivorismo è un pura bugia scientifica ed empiristica.
Bugia necessaria a quella parte del capitalismo che si occupa di produzione alimentare e che quindi si serve da sempre di ogni mezzo di far credere alla gente che la carne sia necessaria alla nostra dieta, bugia smentita da prove di ogni tipo, e che, ad esempio il latte bovino faccia bene e sia naturale da assumere per noi. Quest’ultima in particolare, oltre ad essere una falsità scientifica – non tutti sanno che, al contrario della credenza comune il latte vaccino non fornisce calcio alle ossa più di quanto non gliene tolga, necessitando le proteine animali in esso contenute proprio di calcio per essere smaltite con l’urina e quindi impoverendo, alla fine, la nostra struttura ossea – è una grossolana assurdità logica; quale Natura perversa e sprovveduta avrebbe infatti concepito un animale, l’uomo, il quale per il suo sostentamento IN ETA’ ADULTA avesse avuto bisogno di RUBARE il latte ad un cucciolo lattante di un’altra specie animale, e quindi dovendo uccidere quest’ultimo per accaparrarselo? Riflettete sull’insensatezza di questa logica di ragionamento; è evidente che l’unico latte di cui si ha bisogno è quello della propria madre quando si è appunto”lattanti”, non certo quello di un animale quadrupede generato per suo figlio, quadrupede anch’esso, ed unicamente a lui destinato.
Ognuno di noi, a causa di questa alimentazione errata, anche se crede di essere in buona salute, ha accumulato fin dalla prima infanzia una certa quantità di materiali di rifiuto in special misura sule pareti intestinali. Si pensi a tal proposito che esami di autopsia hanno riscontrato che il 50/60% dei colon esaminati (ultimo tratto intestinale altresì detto culo) conteneva fino a 6/7 chilogrammi di cui alcune parti risalenti a diversi anni prima. Il fatto che una persona abbia lo svuotamento intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo indesiderabile di detriti e prodotti di rifiuto sulle pareti dell’intestino. Questo dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto; sostanze che vi restano letteralmente attaccate.
Da tutto questo consegue che l’unica “guarigione” possibile, lontana dalla definizione che noi conosciamo, fornita dalla medicina ufficiale, e cioè soppressione e scomparsa dei sintomi – uno ha mal di schiena, il medico gli dà una pomata da spalmare sulla parte dolorante e il dolore se ne fva, salvo per poi tornare la prossima volta in una condizione di cronicità, alleviata temporaneamente somministrando altri farmaci sotto forma di pomate, pillole, supposte, iniezioni ecc – è il processo naturale con il quale il corpo ripara se stesso. Il traguardo della dieta del Prof. Ehret è un corpo che ripara se stesso senza impedimenti esterni, e lo raggiunge gradualmente rimuovendo i depositi di materiali fermentati, le tossine, i veleni, le sostanze chimiche estranee, il muco e tutto quanto non appartenga alla composizione naturale del corpo. I germi, batteri o virus, comunque si voglia chiamarli, non attecchiscono in un terreno fisiologico pulito, semplicemente transitano.
Cosa significa quindi “senza muco”? significa una dieta che utilizzi cibi che non creano muco, ossia agrumi, fichi freschi o secchi, uva passa, verdura e frutta cruda in genere. Il muco ha qui un valore più esteso di quello comunemente noto come secrezione fluida nasale o secrezione protettiva della membrana intestinale. Con quel termine si accomunano tutte quelle sostanze vischiose come colesterolo, catarro, flemma ecc, molto irriverente per la precisa distinzione che la scienza ufficiale ha per ognuno di questi termini, ma per la Dieta Senza Muco è irrilevante.
Il muco è un soggetto trattato in modo esteso da Ehret, in quanto si lega ai cibi inadatti incitandosi nel colon e da lì inserendosi in tutti gli organi del corpo. Nel suo libro egli spiega l’origine di vari disturbi tra cui: polmonite, raffreddore, tubercolosi, mal di denti, reumatismi, gotta, acne, malattie del fegato e dei reni, balbuzie e disturbi sessuali e mentali, affermando come tutte queste “patologie” possano essere spiegate e viste immediatamente nella loro vera Natura come delle ostruzioni locali, ostruzioni delle funzioni del corpo causate dal muco e dalle tossine che esso contiene, di cui la maggior parte viene costantemente fornita dalla “cronica riserva dei prodotti di rifiuto” immagazzinata nello stomaco, nell’intestino e sopratutto nel colon.
La dieta senza muco del Prof. Ehret, da applicare in diversa maniera a seconda degli individui e del loro livello di intossicazione, si propone quindi di ripulire letteralmente il corpo umano da tutte le sostanze che ostruiscono il suo corretto funzionamento, tramite digiuni e il ritorno graduale ad un’alimentazione che si confaccia perfettamente al nostro organismo, (naturismo)quella principalmente basata sulla frutta (fruttarismo) rigorosamente biologica naturalmente – ebbene sì, difficile da accettare ma esistono persino bodybuilders che si nutrono esclusivamente di frutta – e la sua validità, pur non essendo assoluta, appare quantomeno comprovata da esperienze di centinaia di persone che l’hanno praticata con successo e continuano a praticarla, come quelle che raccontano la loro esperienza, ad esempio, in questo forum, vantando il loro stato di perfetta salute e le quasi prodigiose guarigioni delle quali sono state protagonisti senza l’aiuto di medicinale alcuno, dato che in fondo, in natura i medicinali chimici non esistono e l’uomo è l’unico animale a farne uso e ad essere convinto di averne bisogno. La loro stessa esistenza e parola dovrebbe almeno spingere quanti possono ritenere tutta questa teoria una cavolata da frikkettoni, a porsi qualche dubbio riguardo le tematiche finora affrontate.
Ci tengo, in conclusione, precisare che quanto detto finora non ha a che fare né con l’etica né con mie scelte personali; ma puramente con la nostra natura biologica di specie animale tra le specie animali, e che io mi limito a divulgare un qualcosa che ritengo personalmente, almeno teoricamente sensato e da prendere in considerazione senza preconcetti e pregiudizi.
Io posso invitarvi giusto a non fare la fine dell’Oreste rezziano.
Prima di “inciampare sulla macchia d’olio” Arnold Ehret aveva appena tenuto una conferenza nella sala di un hotel negli Stati Uniti, era il 9 ottobre 1922.









