Marco Ahmetovic, il rom ventiduenne condannato a sei anni e mezzo in primo grado per la “strage di Appignano del Tronto” dello scorso aprile, dove morirono, investiti dal furgone del nomade ubriaco, quattro giovanissimi del piccolo centro alle porte di Ascoli Piceno, sta scontando la sua pena agli arresti domiciliari in un residence sul mare a San Benedetto del Tron to ed ha ottenuto un contratto con l’agenzia di spettacolo di Alessio Sundas; percepirà ottomila euro per la cura del la sua immagine pubblica e 50mila euro per i diritti sul libro che sta scrivendo (?), nel quale racconta la sua storia, appresta ndosi così a diventare una star televisiva.
Aldo Bianzino, un falegname di 44 anni arrestato ìl 12 ottobre a Pietralunga, nella sua casa di campagna vicino Città di Castello, per coltivazione e detenzione di canapa indiana e trasferito nella stessa giornata al carcere di Capanne a Perugia, dove sarebbe dovuto restare in isolamento almeno fino a lunedì 15 ottobre, tra il 13 ed il 14 è sta to pestato a morte dalle guardie carcerarie. Dall’autopsia risulta infatti che Aldo è morto per cause non accidentali e che il suo cadavere presenta chiari segni di lesioni traumatiche: 4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate.
In seguito a ciò il giudice Petrazzini (lo stesso che aveva condotto l’inchiesta sulla coltivazione e detenzione di canapa indiana) apre formalmente una indagine per omicidio volontario.
Ricapitoliamo quindi:
ti sbronzi tutto il giorno e fai fuori 4 persone = finisci a scrivere un libro di memorie seduto in poltrona con tutti i confo rt e una troupe di “Verissimo” che ti intervista.
ti fai le canne = muori ammazzato brutalmente in cella di isolamento.
Chissà di che squadra era Aldo Bianzino.









