Vi sono cose che ti rendono imbecille senza alcuna possibilità di riscatto. Saper riconoscerle non significa essere chiusi, intolleranti o superficiali nei giudizi
- E’ tipico degli imbecilli ergersi a difesa dell’idiota relativismo che vuole che ogni attività svolta dai vari singoli abbia pari dignità e vada rispettata: lottare per i diritti umani e lottare contro la retrocessione dell’Inter col cazzo che sono la stessa cosa. “Ma mica siamo fatti tutti con lo stampino per fortuna!” mi disse una volta una insulsa ragazzetta difendendo la sacrosanta eccitazione di un tizio in occasione del compleanno di Francesco Totti. “Per fortuna tua e per sfortuna mia” le risposi prima di toglierle il saluto.
- Se hai fame vai in trattoria. Se hai sete vai al bar. Se sei stanco vai a dormire. Se hai bisogno di cure vai all’ospedale. Se vuoi aprire un conto vai in banca. Se vuoi leggere vai in biblioteca. Se vuoi fare sesso vai al cinema. No, qualcosa non mi torna proprio a me.
- Non capirò mai l’esigenza di dichiararsi “contro la pedofilia”, quando l’unica possibile alternativa a ciò è l’essere dei pedofili.
- L’odio non va combattuto, né represso; l’odio, a prescindere di come lo si manifesti, va coltivato perché è da esso e solo da esso che possono scaturire dei moti di miglioramento dello stato di cose e grazie ad esso che si può forgiare il proprio carattere. L’odio è il più sano dei sentimenti, il più netto ed il più vero, secondo me.
- Ogni concerto al quale assisto per me è motivo di gioia e soddisfazione, perchè è comunque un concerto tolto ai Tiromancino.(questa a voce so di averla già usata, se anche in questa sede, fatemelo sapere)
- Certe persone la sopravvalutiamo. Stiamo lì a sprecare argomentazioni, battute ed invettive quando sarebbero sufficienti tre avventori a caso di un baretto per demolirle.
- Gli stadi della contestazione sono sempre 5 : “ridicolaggine” – “snobismo” – “ipocrisia” – “intolleranza” – “non scopi mai”.
- Ho notato che le frasi che dico/penso più spesso nell’arco di una giornata sono “che schifo”, “che tristezza” e “mannaggia a cristo”. Chissà quale delle tre pronuncerò prima di schiattare. Spero solo non sia “ti prego! ho famiglia!”.
- Io so come rovinare la giornata ai miei lettori uomini. Scommettiamo? ok, ad esempio: la prossima volta che vi troverete a sbaciucchiarvi teneramente con una graziosa ragazza da poco conosciuta, al termine di una serata romantica, in un luogo appartato e poetico al chiarore di luna, mentre le stringete la mano dando tempo al tempo, attenti a non urtare la sua sensibilità o apparire frettolosi o indelicati, bene, in quel momento pensate che la sera prima quella stessa bocca da voi innocentemente e deliziosamente sfiorata può essersi facilissimamente prodigata in un vorace pompino con ingoio ad un tamarro napoletano dietro una fratta, il quale la invitava ad impegnarsi di più sussurrandole un rauco “tepiaciucazz”.
- “Che schifo”? “che tristezza”? “mannaggia a cristo”? quale avete scelto? chi è il negativo adesso?
- Tranquilli, so rovinare la giornata anche alle mie lettrici donne: ma non vi vergognate? magari era quello di “pooppòppòpoppòppò”, ma come si fa? è disgustoso! ma non ce l’avete un po’ di pudore e decenza? un po’ di amor proprio! che schifo! mannaggia a cristo! che schif..urgh!…stud! (simula morte improvvisa attraverso scadenti onomatopee)










porcamadonna ke stronzate
Detto da uno che usa la k non è molto credibile.