Politici, economisti, opinionisti, giornalisti e insegnanti non fanno che nominarlo ma, come avrete fatto caso e come io ho constatato in questi anni, nessuno accenna minimamente ad esplicitare il suo significato. Ho notato inoltre che alla domanda a bruciapelo: “sai cos’è il debito pubblico?” il 99% degli interpellati bofonchia risposte del tutto incocludenti e palesa una totale ignoranza sul tema.
Questo avviene appunto perchè quando i media, specialmente la tv, il più antidemocratico di tutti, fanno un frequente uso di un vocabolo, dando per scontato ed implicito che si sappia di cosa si parla, nessuno ha il coraggio di ammettere di non saperlo, e, agendo come al solito da pecora, ognuno si accoda alla fila di finti informati e acculturati. Il gioco del sistema – continuo con questo abusato termine perchè mi pare comunque il più appropriato – è proprio questo: far credere all’individuo che egli sia l’anomalia e che gli altri sappiano, così da liberarlo dalla responsabilità del sapere, facendo leva sulla naturale tendenza alla pigrizia intellettuale e codardia propria dei più.
Immaginate che si faccia lo stesso con un altro lemma di uso comune nell’ apparato informativo individuante un altrettanto grande problema; immaginate che in un dibattito televisivo si nomini ad esempio la “mafia” senza mai soffermarsi a definirla, ad approfondire un dato particolare su di essa, a fare qualche nome, ad entrare nel merito della sua struttura e della concretezza del suo esistere, insomma: sarebbe assurdo; beh, questo mi sembra proprio si sia sempre fatto con la parola “debito pubblico”, lo si nomina, si dice che è pericolosamente aumentato e che quindi “c’è la crisi” e fine.
“Se non lo so io, lo sapranno gli altri, quindi è notorio, mi conviene starmi zitto”: è così che si viene a creare una massa di disinformati manovrabili e schiavizzabili.
Quindi, come già detto, tutti parlando del fantomatico debito pubblico e nessuno sa cos’è. Per appurare la veridicità di questa mia affermazione basta semplicemente domandare in giro, a laureati in economia o scienze politiche, a professori di diritto e ragioneria, come a cittadini comuni di vario genere. Sempre le stesse risposte vaghe ed annaspanti.
Ho notato inoltre, che l’idea più diffusa è quella di un indebitamento dello stato nei confronti di altri stati, in seguito a spese di guerra, ad esempio. Era l’unica spiegazione che sono riuscito a darmi anch’io per molti anni, anni nei quali però continuavo a domandarmi candidamente:”ma se tutti producono, com’è possibile che questo benedetto debito sia sempre in costante aumento? e se non ce l’ha solo l’Italia ma a quanto pare tutti gli altri stati, per dirla alla Bukowski, chi li ha i fottuti soldi? con chi siamo indebitati?”, o ancora: “cosa significa che ogni bambino che nasce ha un debito di tot milioni che già grava su di lui? ed il corrispondente credito chi ce l’ha?”, solo in seguito ho compreso che, come sottolineo sempre, ogni problema, a dispetto della potenziale complessa ramificazione delle sue implicazioni, è semplice se analizzato alla sua radice, e che ogni grande verità è alla portata di tutti; basta trovarla. E basta non lasciarsi intimidire dalle accuse di “complottismo”; nulla di più ignobile.
Il concetto di debito pubblico è strettamente legato a quello di produzione del denaro, altro argomento col quale quasi nessuno ha sufficiente dimistichezza.
“ll processo tramite il quale le banche creano denaro è così semplice che la mente lo rifiuta” ha detto l’economista John Kenneth Gailbraith, ed è proprio quello che è successo quando ho tentato di spiegarlo a mio padre, la risposta è stata:”mi pare strano che sia così semplice”.
Quello che quindi risulta difficile da accettare è che le Banche Centrali, che sono enti privati, stampano le banconote dal nulla spendendo solo i pochi centesimi dei costi tipografici(valore intrinseco) e le prestano allo stato al valore indicato dalla cifra riportata su ognuna di esse(valore nominale): lo stato cioè paga un pezzo di carta con su scritto “100 euro” e costato 30 centesimi la bellezza di 100 euro più gli interessi, interessi su denaro inventato dal nulla e che non corrisponde ad alcuna controparte in oro e che quindi non esistono.
Praticamente la Banca Centrale Europea non è che un falsario legalizzato, nonchè un usuraio legalizzato.
La differenza tra il valore nominale e il valore intrinseco di una moneta è detto “Signoraggio” ed è appunto il reddito truffaldino dei banchieri, nonchè il fulcro del problema che stiamo affrontando.
Mentre lo stato ha il diritto di emettere esclusivamente moneta metallica, rimettendoci con le spese, il monopolio dell’emissione delle banconote appartiene alle Banche Centrali Nazionali (come Bankitalia, privata anch’essa), cui fa capo la Banca Centrale Europea , la quali stampando una banconota, ad esempio da 100 euro nominali, intasca la differenza tra questo valore e il valore intrinseco, che è di € 0,30. Una singola banconota da 100 euro viene a costare allo Stato: €100 + 2,5% (tasso di sconto) = € 102,5 e, essendo costata alla Banca 30 centesimi, il guadagno/signoraggio di quest’ultima è di: €102,5 – €0,30 = €102,2.
Ecco che gran parte delle tasse del cittadino non servono che a pagare gli interessi su questo debito inestinguibile ed eterno che lo Stato non può che avere con le Banche, dovendo acquistare il denaro da esse attraverso questo sistema che è una truffa spaventosa che rende schiave intere popolazioni. Ecco in cosa consiste sostanzialmente il famigerato debito pubblico.
L’intera economia mondiale si basa su un meccanismo spaventosamente semplice e semplicemente spaventoso. Come disse Maurice Allais, nobel per l’economia, “l’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto”.
Quello del Signoraggio Bancario è quindi un tema fondamentale e decisivo sul quale ho deciso di tornare, per divulgarlo, in seguito ad alcune recenti scoperte. Tema tuttavia del quale a quanto pare solo in rete si parla e di cui in tv non c’è mai stata ovviamente traccia.
Ogni sera nei programmi di attualità si parla di QUELLO scandalo finanziario, di QUEL politico disonesto, di QUELLA piccola corruzione o truffa, ma sempre rispetto a QUESTA LEGALITA’, che non è che un qualcosa di relativo, effimero, e che col concetto di giustizia, assoluto, ha ben poco a che vedere.
Della “truffa madre” nemmeno l’odore; si tace.
Non c’è, in merito, un silenzio solo da parte della stragrande maggioranza politici, “camerieri dei banchieri”, come ce lo si aspetterebbe – la battaglia per la sovranità monetaria è portata avanti solo da sparuti gruppi sia a destra che a sinistra, come il Partito Comunista dei Lavoratori e Fiamma Tricolore – ma anche da parte di chi sembra stare dalla parte del popolo, sembra.
Succede così che giornalisti baluardo della libera informazione, interrogati sul tema Signoraggio, dapprima si dichiarino ignoranti e disposti ad approfondire, e poi in seguito liquidino il tutto come trascurabile in favore di ben più rilevanti questioni, ironizzando e di fatto comportandosi come chi condannano.
Succede anche che comici impegnati su tematiche socio-politiche ed invisi ai potenti possano raggiungere un tale livello di disinteresse – chiamiamolo così – per l’argomento, da arrivare a competere con essi, ed a censurarne la menzione sui loro blog, loro che di censura si dicono vittime.
Bisogna sempre andarci cauti nel proiettare le nostre idee e speranze su terzi.
Se questi ultimi aspetti vi lasciano perplessi, magari riguardatevi Zeitgeist, specie l’ultima parte, se invece volete approfondire e comprendere appieno il sistema bancario e il supremo latrocinio originato dalla nascita della Banca come istituzione, vi consiglio il documentario qui sotto, seguito da uno stralcio di conferenza di Eugenio Benetazzo:
Moneta come Debito










E’ interessante e allo stesso tempo inquietante vedere che questo testo è stato pubblicato a Gennaio e il primo commento avviene a Novembre.
Questo dimostra che ormai la gente è abituata a interessarsi solamente di questioni ritenute da essa ‘’semplici” (in realtà sono solo facili), dove ormai è talmente abituata ad avere la minestra pronta che rifiuta qualsiasi indagine che possa perturbare la loro assordante quiete.
In linea di massima, nella tua osservazione hai perfettamente ragione. Però devo ammettere che questo blog è nato come copia di un altro che ho su un’altra piattaforma, e quindi la gran parte di post sono stati semplicemente copiati qui nella data originaria di pubblicazione. Sto qui solo da pochi mesi.