
E’ chiamando le cose con il loro nome che si può venire a capo dei problemi.
Ad esempio, sostituendo al “diritto al lavoro” il “diritto a privarsi di un terzo della propria giornata in favore dell’altrui arricchimento in cambio di cibo, un tetto e l’occasione di riprodursi perpetuando così in eterno lo stesso meccanismo”, qualcuno oserebbe per caso rivendicarlo strenuamente?
Forse stonerebbe un tantino nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Forse starebbe meglio nell’Occultamento Universale dei Doveri dello Schiavo.”Non sopporto l’idea di sedermi davanti a un uomo dietro una scrivania e dirgli che voglio un lavoro, che ho i requisiti necessari.
La vita mi fa semplicemente orrore. Sono terrorizzato da quello che bisogna fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio.”
Charles Bukowski
Ad esempio, sostituendo al “diritto al lavoro” il “diritto a privarsi di un terzo della propria giornata in favore dell’altrui arricchimento in cambio di cibo, un tetto e l’occasione di riprodursi perpetuando così in eterno lo stesso meccanismo”, qualcuno oserebbe per caso rivendicarlo strenuamente?
Forse stonerebbe un tantino nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Forse starebbe meglio nell’Occultamento Universale dei Doveri dello Schiavo.”Non sopporto l’idea di sedermi davanti a un uomo dietro una scrivania e dirgli che voglio un lavoro, che ho i requisiti necessari.
La vita mi fa semplicemente orrore. Sono terrorizzato da quello che bisogna fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio.”
Charles Bukowski
IL LAVORO NOBILITA IL DATORE










[...] è quando non ti piace”, cit.), il lavoro debilita l’uomo ed al massimo nobilita il datore (cit.). Lavorare, insomma, stanca. Come dice Carmelo Bene, non può esistere affrancamento sul lavoro, ma [...]