Ho letto l’intervista all’ex ministro della giustizia Roberto Castelli in merito alle vicende del G8 di Genova e di Bolzaneto apparsa sul sito di Repubblica il 20 marzo 2008 e firmata da Liana Milella, come spesso accade, sono stato pervaso da una forte sensazione di impotenza ed indignazione nel percepire la sostanziale passività e debolezza argomentativa che traspare nelle risposte e nelle domande della cronista, della quale comunque non so quasi nulla.
La quasi totalità dei giornalisti italiani non fa le domande che dovrebbero fare, non sollevano le questioni che dovrebbero sollevare, non ribattono con gli argomenti con i quali dovrebbero ribattere. Perchè? probabilmente per timore, riverenza, servilismo; semplicemente, perchè “hanno famiglia”, e la famiglia, si sa, non è che la gabbia attraverso la quale il potere impedisce all’individuo di ribellarsi concretamente contro di esso. La famiglia ti fa scendere a compromessi, ecco perchè tutti coloro i quali il potere lo esercitano ce l’hanno tanto a cuore e la promuovono con tanta determinazione. Ma questa era puramente una considerazione di carattere generale.
Quello che mi preme sottolineare è il fatto, del quale sono convintissimo, che la libertà di pensiero ed il diritto di parola senza il dovere all’onestà intellettuale non hanno alcun motivo di esistere e non valgono assolutamente nulla. Purtroppo invece su giornali e televisioni dobbiamo sorbirci quintali di stronzate pure e semplici, aberrazioni etiche, idiozie logiche e bugie scientifiche senza che nessuno faccia una piega, senza un reale contraddittorio schierato dalla parte della ragione e del buon senso. Tutti possono dire tutto e nessuno che si alzi in piedi e dica:”no, questa è una bugia, non ci sto, fermi tutti!”, in nome della democrazia – parola, ripeto, svuotata di ogni significato – chi si permetta di non tollerare una ignobile menzogna e di “imporre” l’evidenza dei fatti, viene bacchettato, additato come “intollerante” e “arrogante” e riportato all’ordine, invece di essere elogiato come “onesto”. E’ il trionfo della dittatura dell’imbecillità.
Secondo me è inacettabile che si pratichi la professione del giornalista “per la pagnotta”, per la pagnotta si può fare il bracciante, il boscaiolo, non il “cercatore e divulgatore di verità”; in quell’ambito l’etica deve essere al primo posto, senza riserva alcuna. Qualsiasi tipo di servilismo verso la classe dominante, anche il più mi croscopico, mi ripugna. Lo scendere a patti con chi è dalla parte del torto o vistosamente in malafede lo trovo schifoso, riprovevole.
Ora, questa intervista di cui si parla, non è certo una intervista alla Emilio Fede o alla Bruno Vespa, ma, per i miei standard, che poi dovrebbero essere gli stessi di tutti, non va affatto bene, non è abbastanza. Non ci si può limitare a porre domande senza seconde domande, come fa notare Marco Travaglio – uno che ci bada un po’ più della media a questi aspetti – a lasciare libertà di parola un personaggio pubblico, un politico o un presunto intellettuale, senza porgli dei limiti, i limiti dell’onestà intellettuale, appunto; i fatti sono fatti e tali devono rimanere. Nel non riprendere con fermezza assoluta colui che faccia un’affermazione insensata in contrasto con l’evidenza dei fatti non può che esservi una condannabilissima complicità di propaganda menzognera, che potrei giustificare al massimo in una situazione di minaccia tangibile alla sopravvivenza dell’intervistatore.
Dar risonanza a chi mente non è giusto.
Voglio dare in questa sede un esempio di come andrebbe condotta un’intervista seria e schierata, non nel senso ideologico, ma dalla parte del buon senso e della logica.
Apporrò il mio intervento mancato ed ipotetico sotto le affermazioni del leghista Castelli, contrassegnandolo con il colore rosso.
L’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli ROMA - Veltroni? “Sono d’accordo con lui, scopriamo se ci sono state responsabilità politiche, ma facciamolo a 360 gradi e vediamo pure se a Genova qualcuno ha scatenato i manifestanti visto che la città è stata messa a ferro e a fuoco”. Il leghista Roberto Castelli, Guardasigilli fresco di nomina ai tempi delle torture di Bolzaneto, contesta i pm che avrebbero sposato “la tesi dello Stato-spectre che sospende i diritti e colpisce cittadini inerti”. Per lui ci furono “solo episodi isolati frenati dagli stessi colleghi”. Comunque “da condannare e punire”.
Come giudica la requisitoria dei pm di Genova?
“C’è un equivoco di fondo. Su Bolzaneto si scontrano due tesi: nella prima c’è il black out della democrazia e l’Italia trasformata nel Cile di Pinochet; nella seconda, in cui credo e che corrisponde a risultati della commissione d’inchiesta del Dap, la stragrande maggioranza della polizia penitenziaria ha fatto il suo dovere, ma ci sono stati singoli abusi repressi dai presenti”.
Questo non può essere vero, dato che gli abusi sono stati molteplici, denunciati da decine e decine di arrestati e confermati da personale medico presente, in particolare nella persona di Marco Poggi, infermiere bolognese più volte minacciato da agenti della polizia penitenziaria e da colleghi che lo trattano da “infame” per aver rotto il muro di omertà imperante.
Anche se ci fossero stati solo “singoli abusi”, dove sono le testimonianze degli agenti della polizia penitenziaria “onesti”, le denunce contro i loro colleghi violenti e corrotti? dove sono le loro prese di posizione contro le cosiddette “mele marce”? lei lo sa che, posto che la legge abbia un suo significato, e sia contemplato da essa l’”abuso di potere”, anche un solo calcio dato ad un detenuto è un atto gravissimo che dovrebbe vedere l’indignazione e la condanna di tutti gli uomini di stato? e a Bolzaneto di calci ne sono stati sferrati a centinaia, come i referti medici, le parole ed il corpo stesso di 307 persone testimoniano. Non è forse un “dovere” del cittadino prima ancora che di un agente quello di denunciare gli abusi e le ingiustizie ai danni propri e di altri? Perchè allora nessun carceriere ha preso le distanze dai suoi colleghi violenti, testimoniando contro di loro o abbandonando simbolicamente il suo incarico, dimostrando di avere una coscienza e un senso di responsabilità? Cos’ha da dire su questo?
Non è una tesi minimalista?
“E perché? Dico che un abuso c’è stato. Ma leggendo alcune frasi dei pm si capisce che in loro c’è la missione salvifica per far trionfare lo stato dei diritti. Questo li ha portati fuori strada perché confondono singoli episodi e li interpretano come il frutto di un disegno preordinato non si sa da chi. Con una contraddizione: perché non hanno chiamato in giudizio i responsabili del Dap? Perché sono i primi a non crederci”.
L’unica cosa importante è che chiunque abbia partecipato, tollerato tacitamente, favorito o nascosto ogni genere di abuso e vessazione paghi senza sconti, non crede? perchè è prevenuto verso i pm? in fondo il “far trionfare lo stato dei diritti” è propro quello che andrebbe fatto in uno stato democratico come il nostro, non trova?
Invece di criticare i violenti attacca i pm?
“La storia italiana è piena di pm che sostengono tesi rivelatesi fasulle. Il loro non è oro colato. Vedremo quanto reggerà nel dibattimento”.
Ma se i pm non possono appellarsi ad una legge che punisca il reato di tortura, quando di tortura si tratta, è già una presa per i fondelli, non trova?
A Bolzaneto non furono sospesi i diritti umani?
“Lo nego. Alcuni fatti sono stati equivocati dagli imputati. Come la perquisizione corporale che è prevista dal regolamento. Chi denuncia le flessioni non sa che è solo un sistema tecnico per evitare ricerche più intrusive. Non c’è umiliazione per puro sadismo”.
Lo nega? ma questo è inaccettabile, è negare l’evidenza! ad Ester Percivati è stata spinta la testa verso il water, a Giuseppe Azzolina è stata strappata una mano, Carlos Manuel Otero Balado è stata spenta una sigaretta su un piede ed è stato percosso con un salame sui genitali, Mohammed Tabbach, persona con arto artificiale stato pestato, Jens Herrrmann è stato costretto a rimanere con le sue feci ed urine addosso, a Stefan Brauer è stato spruzzato spry urticante che gli ha provocato malore e potrei fare tanti altri esempi. E lei mi viene a parlare di perquisizioni corporali previste dal regolamento? ma non si vergogna a difendere l’indifendibile? a negare l’evidenza dei fatti per tutelare la sua posizione e quella della casta alla quale appartiene? crede che Amnesty International abbia definito il G8 di Genova “la più grave sospensione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra” così tanto per fare? Vorrebbe gentilmente spiegare le motivazioni di ogni singolo episodio avvenuto nel carcere di Bolzaneto prima di negare a priori? non ce l’ha una coscienza civile? sa cos’è la carta dei diritti umani?
Chi mise gli arrestati nella posizione del cigno applicava la legge?
“Neanche a me sembrò normale e chiesi perché venisse fatto. Mi fu data una risposta strana, per evitare che i ragazzi toccassero le ragazze. Rimasi perplesso. Dalla commissione emerse che fu necessario per separare gli immatricolati dagli altri. Deciderà il giudice se stare in piedi quattro ore vuol dire sospendere i diritti”.
Ma lei si rende conto di cosa sta dicendo? di quale insulto all’intelligenza rappresentano queste sue parole? alla luce delle dozzine di testimonianze raccolte e della denuncia firmata dallo stesso Marco Poggi nella quale si legge: “I gabbioni erano nove e quando i fermati erano ritenuti idonei ad esservi collocati venivano dichiarati, con eufemismo, “abili e arruolati”. (…) Ovunque sostassero all’interno della struttura – gabbione o corridoio – venivano posizionati in piedi, con le gambe divaricate, le mani larghe e la testa appoggiati al muro. Non dovevano muoversi, né parlare e così spesso dovevano rimanere per molte ore. Chi parlava o si muoveva veniva percosso”. Nell’infermeria, il “medico” pensava a dare il resto: “Alcuni detenuti, che non sapevano come fare la flessione di routine prevista dalla perquisizione di primo ingresso in carcere, venivano presi a pugni e calci dagli agenti di polizia penitenziaria. Ho visto il medico in tuta mimetica (Toccafondi), anfibi e maglietta blu, togliere un piercing dal naso di una persona, far allargare le gambe di alcuni detenuti con piccoli calci alle caviglie e dare un ceffone.” pensa davvero che possa esistere una qualche accettabile spiegazione non imbecille per questi accadimenti incresciosi? come fa a non ammettere che costringere delle ore persone indifese e non rappresentanti minaccia in piedi al muro e picchiarli nella maniera sopra descritta sia un atto eticamente condannabile prima che un’infrazione alle regole vigenti all’interno dell’ambiente carcerario? ha bisogno che sia un giudice a dirle che è sbagliato?
Per lei è normale?
“I metalmeccanici stanno in piedi otto ore al giorno e non si sentono umiliati e offesi. Immatricolazioni e identificazioni si sono protratte oltre il tempo normale. Non fu anomalo in una notte come quella”.
Questo, me lo lasci dire, è un esempio terribilmente stupido e fuori luogo.
Prima di tutto, i metalmeccanici sono pagati e in quel momento stanno svolgendo il loro lavoro, lavoro che evidentemente sono impossibilitati a svolgere seduti in poltrona, inoltre come può lei affermare che anche quelle 8 ore siano giuste e normali? se i metalmeccanici si sentano offesi e umiliati da quella condizione, andrebbe chiesto ad ognuno di essi, no? come può attribuire una sua personale opinione ad un’intera categoria di individui, o anche ad uno solo che non gliel’abbia resa nota personalmente? cosa c’entra questo con le modalità di detenzione di manifestanti fermati all’interno di un carcere? non sa che ognuno ha le sue reazioni e non tutti si sentono umiliati e oppressi dalle stesse azioni e condizioni? come può semplicizzare un avvenimento così grave e renderlo quasi macchiettistico con questo tono superficiale? lo sa che sta insultando uomini e donne che hanno riportato traumi psicologici che perdurano ancora oggi in seguito a quelle tre notti a Bolzaneto?
E li nego tuttora. Ero a casa e seppi dell’assalto a Marassi. Ritenni mio dovere stare vicino ai miei uomini. Non ero solo. La visita a Bolzaneto fu decisa al momento. Parlai con un fermato, ma non mi disse nulla. Tuttora mi chiedo perché i pm non mi abbiano mai chiamato. Non è strano? Comunque dopo il G8 ci furono lettere di complimenti per la penitenziaria come quella di un funzionario Usa”.
Per quanto riguarda le negazioni, la rimando alle mie domande di qualche riga sopra. Mi spiega cosa stia a significare il fatto che un funzionario USA le abbia fatto i complimenti in seguito al G8? può gentilmente dirci il suo nome e su che base lei adotta come standard qualitativo gli USA? eppure sono celebri e frequenti gli espisodi di abuso di potere da parte degli agenti di polizia statunitensi, ai danni dei neri ad esempio, come numerosi filmati comparsi in rete testimoniano.
Gli Usa fanno testo?
“E l’ex pg Marvulli che ringraziò tutti ‘per il comportamento ineccepibile’? E il capo dei gip Coppello che fece lo stesso? Siamo stati tutti ciechi o la sospensione dei diritti non c’è stata?”.
Ma questo non prova nulla! è come dire che io ieri sono andato sulla luna perchè un paio di miei amici mi hanno fatto i complimenti pubblicamente per esserci andato, o che Dio esiste perchè altrimenti non ci sarebbero i teologi; non è un fatto, nè smentisce i fatti che io le ho elencato e che potrei continuare ad elencarle; non è altro che un sofisma, sa cos’è un sofisma?
“Non sono Dio e non posso negare a prescindere. Ma vedo singoli episodi da punire e perseguire”.
Ma allora perchè poco fa ha negato categoricamente che vi sia stata sospensione di diritti umani??
Donne tenute nude, gente costretta a gridare “viva il duce”…
“Fatti gravissimi, ma singoli”.
Certo, singoli, non può essere diversamente, ma se anche ad un solo espisodio “singolo” – e parlo per pura ipotesi date le terribili verità emerse nel processo – corrisponde il silenzio di tutti i presenti, si tratta non più di estraneità ai reati ma di complicità, se ne rende conto? inoltre, finge di ignorare il fatto che le forze dell’ordine in italia siano nettamente schierate a destra e di ideologia neofascista? eppure è sotto gli occhi di tutti…non costituisce forse questo un’anomalia, una forma di illegalità?
E la testimonianza di un agente pentito?
“Gli episodi sono sempre gli stessi: dita divaricate, il piercing strappato, la ragazza fatta uscire in slip e reggiseno in corridoio, quello obbligato a cantare Faccetta nera. Raddoppiamo pure i casi, ma non superiamo la decina. Tre giorni di emergenza, qualche singolo che perde la testa e va punito. Il resto sono palle giornalistiche”.
E dunque secondo lei è normale che un uomo pagato con le nostre tasse per difendere la collettività dalla delinquenza possa “perdere la testa” torturando detenuti inermi per più di 70 ore, strappando loro piercing con le pinze e facendo loro intonare canti fascisti deridendoli e insultandoli in quanto “comunisti”? a me sembra una vera bestialità inconcepibile in una normale democrazia; non le sembra di sminuire la cosa? persone così “psichicamente fragili” per usare un eufemismo generosissimo, secondo lei dovrebbero vestire la divisa e far rispettare la legge? se non sono sufficientemente preparati per affrontare “3 giorni di emergenza”, come li chiama lei, perchè vengono pagati? dovrebbe essere il loro pane quotidiano, usare la fermezza per reprimere la violenza qualora essa si manifesti, null’altro.
Comunque le ripeto che chi pur non avendo aprtecipato direttamente agli abusi, non ha fatto nulla per fermarli o denunciarli nei giorni seguenti, non è meno colpevole. Sa cos’è, ad esempio, il reato di omissione di soccorso?
Perché, da ministro, non ha cacciato quei singoli?
“Prima di rovinare la vita di qualcuno bisogna aspettare i risultati del processo. Sono convinto che emergerà la verità”.
La verità è che comunque non si potranno ottenere pene adeguate per i crimini commessi, poichè possono essere contestati solo reati minori quali l’abuso d’ufficio e la violenza personalee con la prescrizione e l’indulto nessuno pagherà, le pare giusto?
“Del legislatore di sinistra che ha presentato un testo inaccettabile, in cui si parlava di torture di natura psicologica, per cui io potrei accusare di tortura Prodi visto che ogni volta che lo vedo mi sento male”.
Ma lei parla seriamente o mi sta prendendo per i fondelli? la prego di non scadere in battute da sottofrazione atte a sminuire la natura del problema affrontato.
Se il Pdl vince, metterà il reato nel codice?
“C’è un obbligo internazionale, ma ci vuole un testo equilibrato”.
Cosa vuol dire “equilibrato”? che tuteli sia gli interessi sia dei torturati che i torturatori? su che base nega che la tortura psicologica non esista? inoltre, per lei introdurre questo reato nel codice penale è una necessità dovuta solo all’obbligo di uniformarsi ai parametri dell’Unione Europea? non è una sua priorità dal punto di vista dell’etica e del rispetto della dignità della vita? cosa c’è di più grave dell’omicidio e della tortura, come della pedofilia e dello stupro? me lo dica.
Prescrizione e indulto. È giusto che tutto sia cancellato?
“E lo dice a me che ho votato contro lo sconto di pena? Con la Cirielli i reati gravi non si prescrivono. Se Bolzaneto è stato il “garage Olimpo” perché hanno contestato reati prescrivibili in sette anni? La verità è che ci sono clamorosi buchi di natura logica”.
Perchè, le ripeto, il reato di tortura non è previsto dalla nostra legislazione, altrimenti, si spera che esso non sarebbe stato prescrivibile in sette anni. Sarebbe un vergognoso assurdo. Quali sono questi buchi di natura logica? a me sembra tutto molto lineare, ci illumini per favore…










Il fatto che non esista il reato di tortura-di per sè già delirante-non significa niente perchè quello di abuso di potere e di violenza sono più che sufficienti per punire questi criminali!
Quello che mi chiedo è: chi ha potuto anche solo pensare di inviare la polizia penitenziara?? Tutti sanno che sono dei delinquenti fascisti! Non che con i poliziotti ordinari sarebbe andato tutto liscio ma forse non sarebbero avvenute cose così aberranti.
Anch’io ho letto quest’intervista a Castelli a Repubblica e mi è salita una rabbia….!!!!
Più che quello di abuso di potere, per me andrebbe punito proprio il reato di potere; comunque credo che da quello che si era già verificato in strada, si intuiva chiaramente che anche senza la polizia penitenziaria, agli arrestati avrebbero fatto la festa.