Non se ne può più.
- Ma tu ci vai a votare?
- Sì…
- E chi voterai?
- Credo Ferrando, Partito Comunista dei Lavoratori…
- Uh…mi suona così Comunismo vecchio stile…
- Ma veramente il Comunismo ha un solo stile…ma l’hai letto il loro programma?
- Sì, l’ho letto…ma è utopia!
- Se non li voti “utopia” rimane, peraltro “utopia” è semplicemente ciò che danneggia un’elite e spaventa la maggioranza dei restanti; è solo un fatto di numeri…
- Sì, dai…nazionalizzazione delle banche, stipendio da operai ai parlamentari! ma non ci andrebbe nessuno allora a fare il parlamentare!
- Ci vado io! scherziamo?! ne conosco dozzine che ci andrebbero, altro che capannoni e tavoli di ristorante, sai che pacchia…
- …Ritiro di tutte le truppe militari in guerra…ma queste idee sono buone…ma sono incompatibili con il sistema odierno!
- Infatti il sistema odierno mi fa schifo.
- Sì, ma io vorrei votarli…ma si disperde il voto così! quindi mi toccherà votare Veltroni…
- No, aspetta, se sei di Sinistra, voti a Sinistra, e Veltroni lo prendi in considerazione tanto quanto Berlusconi, Casini o Ferrara. Tu devi votare chi ti rappresenta, non “il meno peggio” e comunque in questo contesto, se sei di Sinistra, il meno peggio resta proprio Ferrando.
- Ma le statistiche indicano che non prenderanno che lo 0, qualcosa e quindi è un voto inutile!
- Tu sei le statistiche e se ti lasci condizionare da questa idiota propaganda, fai perfettamente il loro gioco. Il loro gioco consiste infatti nel farti sentire “altro” dalla “massa”, così da farti sentire isolato ed impotente, in una parola: debole.
- Ma guarda che io ti dò ragione, ma anche se noi li votiamo, la massa non ci segue!
- Tu non sei “altro” dalla massa; tu sei la massa, e tu non mi stai seguendo.
- No, ma che c’entra? credi che poi l’operaio o il contadino si mette a votare Ferrando? no, vota Veltroni o Berlusconi!
- Non ne dubito, dato che TU che pretendi di essere più acculturato/a e illuminato/a stai facendo lo stesso identico ragionamento.
- Ma non prendere sempre me e te come punto di riferimento, siamo milioni in Italia…
- Esatto, e in ogni città, in ogni paese, in ogni frazione, in ogni via, ci sono due persone che stanno discutendo lo stesso problema, e una delle due sta dicendo proprio:”gli Italiani sono fessi e votano dove dicono loro di votare”. E’ così che viene a costituirsi una massa di schiavi votanti e tu ne sei parte e causa in questo esatto momento.
- Ma se proprio devo votare, deve essere un voto utile!
- Ma utile per cosa? utile a far eleggere chi contrasta al 95% con le tue idee? mecojoni!
- …Ma Berlusconi è peggio!
- Berlusconi è solo più antipatico e guardare alla forma più che alla sostanza è da cretini irresponsabili.
- Eh…hai ragione, ma tanto non possiamo cambiare nulla…
- Veramente sei tu che non vuoi cambiare nulla, dal momento che anche l’unica piccola libertà che hai – ossia votare chi ha idee politiche simili alle tue – la getti via al vento per adeguarti alla massa. Tu non violenti i bambini perchè lo ritieni sbagliato o perchè la maggioranza della gente non lo fa? ecco, se credi in qualcosa, non ti curi di cosa faranno gli altri; lo fai e basta.
- Ma che credi? che anche se Ferrando vincesse le elezioni, una volta messo il culo sulla poltrona, manterrebbe gli impegni presi??
- Di certo non è garantito, ma, anche volendo, a parità di affidabilità, è preferibile di gran lunga l’ipotesi di un programma che condivido rispettato parzialmente a quella di un programma che già in partenza mi vede contrario portato a termine con coerenza, non trovi?
- …Ehi, ma stai cercando di portarmi a votare chi dici tu??
- Ma no, guarda, hai frainteso! sto solo dicendo che, posto che le istanze della Sinistra siano precise e definite, colui che le condivida debba votare necessariamente il partito che più degli altri le faccia proprie e le esprima tramite un programma di governo, altrimenti che senso ha?
- Boh…staremo a vedere, ma tanto per me vince Berlusconi…
- ‘Sti cazzi; io il mio dovere l’ho fatto.
Mi spaventa pensare che ci sia qualcuno pronto a sforzarsi di trovare il meno peggio fra questo
e questo
Sì, lo so che dopo queste infauste visioni, anche voi avvertite, come me, una irrefrenabile voglia di sobrio ed austero regime totalitario, ma non buttiamola a ridere adesso: questo rimane pur sempre un post di propaganda elettorale. Vi lascio quindi con dei consigli per il voto, segnalandovi le liste che, secondo me, rappresentano in diversa misura il vero “meno peggio”, ammesso che si voglia andare a votare a tutti i costi:
- Partito Comunista dei Lavoratori
- Sinistra Critica
- Partito di Alternativa Comunista
- Per il Bene comune
- Lista dei Grilli Parlanti










I grilli parlanti no, per cortesia!
Sono leghisti fuorisusciti dal carroccio.
Poi, sulla nazionalizzazione delle banche, beh, mi pare una cosa sbagliata.
Se controllo democratico deve essere, che non ci sia di mezzo lo stato (ogni volta che lo stato controla una banca, sono guai e corruzione), ma una serie di leggi molto restrittive, e, in alcuni casi controllo diretto da parte dei cittadini, sul modello delle casse di risparmio tipiche del movimento operaio e socialista.
Ferrando è un simpatico narcisista che ama il suono della propria voce, niente di più.
Io ho parlato di “meno peggio” e per me quello sono.
Stato di mezzo o no, l’importante è che non si debbano pagare interessi usurai ai banchieri, eliminando così il concetto stesso di debito pubblico; ovviamente anch’io sono per l’abbattimento della forma statale.
Non vedo il motivo di muovere però le critiche a Ferrando a tutti i costi, quando il suo programma è quello più anticapitalistico e “incazzato”, di certo di meglio in questo panorama non ce n’è.
Muovo delle critiche perché lo conosco e so che è un cazzaro.
Il fatto che io non sia trotzskista (e anzi fortemente critico nei confronti di questo pensiero) non mi impedisce di stimare alcuni trotzskisti italiani come il compianto livio maitan, o di provare sporadica simpatia per claudio bellotti (dell’area falcemartello all’interno del prc, molto legata ad marxismo inglese e alla scuola del Militant) o per Salvatore Cannavò, attualmente in Sinistra critica.
Ma io sono un socialista radicale, che contesta il capitalismo come contesta qualunque altro assoluto, sono le metafisiche che non mi piacciono, e il neoliberismo è un’ideologia intrisa di metafisica e di assoluti.
Il marxismo leninismo e il trotzskismo sono a forte rischio di deriva metafisica, ed è per questo che non nutro troppa simpatia.
Ferrando è un incazzato di professione che ama atteggiarsi a profeta, niente di più. Quando era in rifondazione, ogni volta che c’era la possibilità di fare qulacosa di diverso dal chiacchierare (come per esempio la partecipazione ad un progetto comune con altre forze, o l’impegno diretto per cause concrete) lui trovava sempre una scusa per defilarsi, perché la rivoluzione non si fa così, i tempi non sono maturi, bisogna preparare le masse bla bla bla.
E’ da trent’anni che fa così, ora è a capo di un partitino ed è felice. Se per qualche rara congiuzione astrale vincesse le elezioni lui tempo che si suiciderebbe.
Vince’, la “partecipazione ad un progetto comune con altre forze” si chiama compromesso con il sistema capitalistico. Mi pare un motivo in più per stimare Ferrando piuttosto che il contrario. Basta co’ ’sto cazzo d’imperativo del “trovare un terreno comune”: io con un estimatore del capitalismo o della religione o che diamine ne so non ho proprio una fava da spartire. Sì, sono per rivalutare il sano e onesto muro contro muro.
Ok, è ovvio che abbiamo delle idee diverse e, fermo restando quanto detto da Claudio, che assolutamente condivido, credo di essere un’anarchico “puro”, se può voler dire qualcosa, quindi per me è già un compromesso votare Ferrando; lo voto perchè il suo programma è quello più vicino al comunismo rivoluzionario, il resto per me è semplicemente Male. Ma tu mica voterai Bertinotti?!
“In the conflict between capital and labour, Social Democracy always represents the interests
of labour. Social democracy is and remains an anti-capitalist party, which has always built up
counterweights to the demands of capital for power over the economy and society”.
Dal programma del partito socialdemocratico svedese.
A quindici anni ero comunista, rivoluzionario ecc.
Ora sono socialdemocratico, liberale, anticapitalista e antiassolutista, contro tutte le metafisiche, da quelle cristiane a quelle idealiste, comprese quelle comuniste.
In Italia mi considero vicino a partiti storici come il psiup, il partito radicale fino agli anni’80, il partito d’azione del dopoguerra, la corrente ingraiana del PCI, per un certo periodo la corrente bertinottiana nel PRC.
Ora non ho più illusioni, e aspetto un partito socialista serio.
Mi pare una brutta forzatura chiamare “metafisica” quella che rappresenta un’aderenza massima al fatto e al dato, ovvero “ci sono dei ricchi e ci sono dei poveri, questo è abominevole e va combattuto”. Il ricco non aspetta altro. “Eh beh, ma tu stai facendo della metafisica: il tuo pensiero è assolutista, perché dici che al mondo dobbiamo essere per forza alla pari in un sistema egualitario”. Sì, mannaggia a cristaccio: er monno è de tutti e le risorse spettano a tutti allo stesso modo. E non sento maschere. Lo dico su base metafisica? No, lo dico su base terrena.
Va’ pure a spiegare ad un ruandese che è sbagliato sostenere in senso assoluto-metafisico, come lo chiami tu, che dobbiamo poter mangiare, bere, vestirci tutti allo stesso modo.
Peraltro, tu dici “a quindici anni ero comunista, rivoluzionario”. Come dire: “Certo, i sogni di un sistema completamente equo e giusto vanno bene per gli ardori giovanili, ma poi si entra nell’età adulta e bisogna restare con i piedi per terra, ovvero: un po’ di ingiustizia ed un po’ di squilibrio sociale devono rimanere, si sa”.
Ecco, questo mi pare paternalismo inconsapevolmente complice con il potere oligarchico. Non aspettano altro che tu smetta di volere ciò che ti spetta e ti accontenti di poco.
L’utopia la chiama così e la vuole tale solo a chi fa comodo che resti tale o chi la teme.
Ci vorrebbe più adolescenza in ogni animo, se adolescenza significa non cedere ad un iniquo stato di cose imposto.