Nel precedente articolo ho scritto che “l’unico “meno peggio” che l’uomo dai principi etici dovrebbe desiderare è il puro caos, perchè ad una organizzazione ingiusta, qual’è questa, è preferibile una disorganizzazione equa, e nel caos totale c’è una parità ed una uguaglianza di fondo non da poco”.
Apprendo oggi un retroscena relativo alla raccapricciante vicenda di Elisabeth Fritzl, la donna austriaca imprigionata in un bunker, stuprata ed ingravidata per 24 anni dal padre, che non fa che avvalorare la mia tesi, quella appunto del caos come forma di non governo anteponibile a qualsiasi governo.
Dichiara la vittima nei verbali: “Nel 1982 avevo 16 anni ed ero fuggita da casa. Lui mi stuprava da molto tempo. Dall’autogrill di Strengberg, mi ero nascosta a Vienna. Dopo due settimane la polizia mi trovò. Supplicai gli agenti di non riconsegnarmi a mio padre. Dissi loro che se fossi tornata da lui per me sarebbe stata la fine. Ma non ci fu nulla da fare”. Grazie quindi al pronto intervento delle autorità, un pazzo criminale ha potuto riavere indietro la sua schiava per continuare ad abusare di lei a suo piacimento. La ragazza è il chiaro esempio della vittima che vuole salvarsi e che andrebbe salvata, ma la legge tutela invece il suo aguzzino, il suo tutore patriarca, e l’orrore domestico continua, con l’ovvia complicità della classica madre succube omertosa.
Non ci fosse stata la polizia, Elisabeth si sarebbe salvata. Le chiacchiere stanno a zero. Già mi figuro però le repliche degli imbecilli:”ma non dire fesserie! un caso singolo non fa testo e senza le forze dell’ordine ragazze come quella sarebbero alla mercè dei peggiori criminali!”, peccato che io non riesca ad immaginare nulla di più efferato e perverso di ciò che è capitato a lei e che senza una organizzazione ingiusta com’è necessariamente questa, fondata sulla proprietà privata, sulla strenua difesa di essa e sull’autorità gerarchizzata, non sarebbe potuto accadere.
Nel caos Elisabeth sarebbe stata libera a 16 anni, anche libera di morire di fame o uccisa da una bomba, se vogliamo; ora è libera solo di ripercorrere l’inferno della sua prigionia fino alla fine dei suoi giorni.
Caos e Stato
Maggio 6, 2008 di inquietologo









