Da quando l’hanno iscritta a ragioneria, mia sorella mi rallegra i pranzi con aneddoti umoristici riguardanti i suoi compagni di classe, i quali si prodigano ogni giorno in strafalcioni linguistici e culturali ai limiti del surreale.
Dopo Mao Tse-Tung che si trasforma nel protagonista della canzone “Maramao Perchè Sei Morto?” nell’immaginario di alcuni alunni del quarto, quest’annno, giunta faticosamente al quinto, Viola, nell’ansia della maturità incombente, riferisce che una sua compagna si è così rivolta all’insegnante durante una lezione:
“professre”, ma se io all’esame porterebbi la seconda guerra mondiale?”
Se una na volta ci si limitava a sbagliare i congiuntivi, ora si è andati oltre; si sperimenta con la lingua: portassi —> porterei —> porterebbe —> porterebbi
“Io speriamo che me la cavo” ambientato alle superiori.
F – e che credito ha ’sta poveraccia?
V – 44
F – e tu?
V – 33
F – ma porco dio









