
La macchina che va ad aria è realtà.
Risale a poco tempo fa la notizia che il colosso Tata Motors prevede di iniziare a vendere la CityCAT, ideata dal francese Guy Negre, in India entro la fine di quest’anno.
L’auto, a cinque posti, ha una struttura in fibra di vetro alimentata da aria compressa. Ha un peso di soli 350 kg e dovrebbe costare all’incirca l’equivalente di 8000 euro.
Il serbatoio, può essere riempito con aria da un compressore in soli tre minuti, più rapidamente della maggior parte delle batterie elettriche. In alternativa, l’auto può essere collegata alla rete elettrica per 4 ore. Per i lunghi viaggi CityCAT possiede un bruciatore a combustibile che serve a riscaldare l’aria, facendo in modo che questa si espanda e aumenti la pressione sui pistoni. Il bruciatore è fatto in modo tale da poter utilizzare tutti i tipi di combustibile liquido. Un pieno di 340 litri di aria compressa costerà € 1,30 e consentirà all’automobile un’autonomia di 190 km con una velocità massima di 100 km/h, naturalmente ad emissioni zero.
Non ci sono marce, sostituite da un computer. Semplice com’è, richiede manutenzione praticamente zero e un cambio d’olio ogni 50 mila chilometri.
La casa produttrice indiana stima che saranno prodotte almeno 6000 auto ad aria compressa entro la fine di quest’anno, e, a quanto pare, Negre ha firmato numerosi contratti ed il suo progetto sarà realizzato in 12 paesi fra cui Germania, Israele e Sud Africa.
Ricapitolando, esiste una macchina che non consuma una mazza, dà pochi problemi e non inquina. Niente male, direte voi, ma c’è, fra i tanti pro, anche un non trascurabile contro: l’auto è poco remunerativa per i petrolieri, quindi non montiamoci troppo la testa.
L’Italia, per chi non lo sapesse, è la nazione dalla massima concentrazione di automobili al mondo.










Ciao avevo già sentito parlare di questa auto su una rivista ma questo articolo è molto esauriente bravo!
Dici veramente che non potrà mai arrivare in Italia per colpa dei petrolieri? Da sottolineare che l’alternativa al petrolio non arriva dagli Stati Uniti o dall’Europa ma dall’India.
La Tata (che viene presa in giro dagli appassionati di automobili) non ha presentato il solito prototipo che resta tale ma un’auto di serie! Complimenti agli Indiani.
Beh, mi sembra la spiegazione più logica: tutto ciò che potrebbe danneggiare un business fiorente e favorire il popolo, è naturale che venga osteggiato col massimo impegno.
io sarò di certo un cliente della Tata, e appena arriva in Italia vado a vederla.
spero davvero che non sia una delle solite notizie bufala. ciao
dario
No, bufala no, bisogna vedere però se ci arriverà mai, in Italia, come altrove…
strano, ma cercando sul sito della tata motors la citycat non compare da nessuna parte. eppure dovrebbe esserci un po’ di attenzione, data la rivoluzione che può portare…
chessuccede??
Purtroppo non so…