
(Onde evitare battute ovvie , io sono quello a sinistra)
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E’ molto facile distinguere il Bene dal Male, dato che quest’ultimo non riesce mai ad evitare di ammantarsi di una bruttezza spiccata e grossolana.
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Aggirandosi casualmente fra le vetrine delle vie dell’alta moda capita di imbattersi nel raccapriccio assoluto, quello vero. Ho deciso così di essere immortalato a fianco dell’accessorio sintesi dell’osceno ed apoteosi dello schifo, l’oggetto che a mio avviso può sintetizzare e simbolizzare al meglio le capacità nefaste e la bassezza culturale-intellettiva raggiunte faticosamente dal genere umano. Quasi per evidenziare tutta la mia/nostra impotenza di fronte all’imbecillità industriale.
Pertanto, ecco a voi, alla mia destra la massima espressione del Male terreno: la borsetta pelosa col manico argentato. Non mi sono premurato di conoscere l’illustre firma che presumibilmente recava, né a quale specifico animale dovesse le sue orrende sembianze ipertricotiche, ma posso dirvi che il cartellino sottostante indicava come prezzo al pubblico l’inquietante cifra di 2.561 euro – probabilmente, espresso in “5 milioni” essa mi/ci avrebbe ancor più impressionato – DUEMILACINQUECENTOSESSANTUNO euro per un vomitevole macabro inutile orpello da passeggio, la cui produzione è costata atroci sofferenze ad esseri viventi liberi e splendidi.
Quale aggettivo più appropriato per simile orrore modaiolo? volgare? schifoso? kitsch? pacchiano? mostruoso? tutto questo e molto di più. Quando un manufatto d’alta(?) moda è sprovvisto persino di una risibilissima utilità di riparatore da intemperie, automaticamente scende al livello più basso della propria giustificabilità; quindi, più inutile di una pelliccia, più brutta di uno stivale in pelle, più meschina di uno scoiattolo imbalsamato, più frivola di una sciarpa di volpe e più costosa di un’auto di seconda mano, la borsetta pelosa si guadagna con facilità il titolo di peggior risultato riportato dall’umana stirpe nell’era del capitalismo, eccedendo sotto ogni parametro di giudizio. Non è facile, infatti, produrre qualcosa che sia allo stesso tempo tanto brutto, barbaro, costoso, insignificante, ed inutile (almeno non più utile di una qualasiasi busta di plastica da 10 centesimi) e che racchiuda tutte gli elementi peculiari più perversi e malsani dell’attuale società: status symbol, arrivismo, culto dell’apparire, diseguaglianze sociali, ignoranza, specismo, sfruttamento, omertà, mediocrità, miseria, viltà, ottusità, appiattimento, irrazionalità, schiavitù sociale, bieco egoismo, miserabile avidità, massificazione e spersonalizzazione, logica del profitto, staticità, annichilimento del bello, trionfo del brutto.
Fra l’altro la sua forma mi ricorda proprio quella di un piccolo animale ucciso e trasportato appeso per le gambe a due aste di legno.
Non posso fare a meno di pensare che ci sia qualcuno pronto a lavorare due mesi per conquistare quell’ambito e prestigioso simbolo sociale.
“Innocente” è un aggettivo al cui uso ed abuso si dovrebbero porre forti e decise limitazioni, in casi di stragi.










non vedo l’immagineeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee (dello schifo)
controlla
Cazzo, eppure mi risulta tutto regolare…hai riprovato?
ne’ su mozilla ne’ su explorer
riquadro bianco incliccabile
curioso fenomeno
Dannazione, non mi do per vinto…e ora??
niente
Altri dopo mezzo minuto riescono. Guarda un po’ qui
http://s129.photobucket.com/albums/p214/Walrus81/?action=view¤t=IoloSchifo.jpg
se no te la mando per posta…
Oltre tutto fa proprio schifo!! Sapessi a Milano quanta si questa roba vedi. Per fortuna però qui c’è uno zoccolo duro d’attivisti che gli smarona i coglioni con bancarelle per tutta la settimana. Per esempio alla rinascente in duomo sono riusciti a fargli ritirare tutte le pellicce cambiandole con materiale alternativo. Perché non vi organizzate anche dalle vostre parti?
da casa vedo
è una schifezza effettivamente, ma immagino che ci siano un sacco di imbecilli che darebbero l’anima e altro per averla, già me le vedo, tracollare sui tacchi, imbellettate come maschere, con sta borsetta al braccio
per non parlare del troglodita che l’ha creata e prodotta
Saggia sensazione…
Tetsu, il negozio in questione non è situato dalle mie parti, bensì a Venezia:-)