Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for ottobre 2007

La proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova non è stata approvata in prima commissione della Camera. Con 22 voti contrari e 22 voti favorevoli la commissione non è riuscita ad affidare il mandato al relatore a riferire in aula. La Cdl, accorsa in massa a votare, ha salutato il risultato con un lungo applauso. Con la Cdl hanno votato anche Idv e Udeur. Insorge la sinistra radicale. “Un atto gravissimo, preferiscono insabbiare”, il commento deluso del ministro Paolo Ferrero di Rifondazione comunista. “Clamoroso non voler trovare la verità”, aggiunge il segretario del Pdci Oliviero Diliberto.
Amcor più clamoroso non volerla ammettere, aggiungo io.
Qui maggiori dettagli.

Cosa può garantire una “democrazia” che non possa garantire una dittatura? ormai è evidente, nulla. Stando così le cose, chi vota fesso è.

Però diciamoci la verità: voi davvero ci vedete qualcosa su cui indagare?


No, nemmeno io, semmai ci vedo qualcosa su cui emettere ordini d’arresto e condanne carcerarie ventennali. Ma io, si sa, la faccio sempre facile.

Annunci

Read Full Post »

Milano, 1628, assalto ai forni causato dal forte aumento del prezzo del pane, che aveva ridotto alla fame la popolazione.

Palermo, 2007, assalto al centro commerciale causato da un’ offerta di 150 telefonini Nokia a 99,00 euro.


Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi.
…anzi no! non si può nemmeno sprecare una citazione di Pasolini qui: IMBECILLI.

Read Full Post »

Da quando frequento il mondo virtuale, non poche persone, magari conosciute in seguito anche dal vivo, si sono mostrate curiose riguardo la parlata tipica della mia zona, da me sempre descritta come uno strano miscuglio di romano, umbro e toscano, data la posizione geografica del mio paese, Montefiascone (VT), situato all’estremità nord del Lazio, ad appena 30 km di distanza da Orvieto, provincia di Terni, ad esempio.
Orvieto è la città natale della celebre e dotatissima attrice Anna Marchesini, e dato che, specie per chi risiede in altre regioni ed è impossibilitato quindi a cogliere sottilissime sfumature di differenza, l’orvietano risulta quasi identico al montefiasconese, vi propongo questo suo vecchio personaggio, la “Sora Flora”, che praticamente potrebbe essere mia zia, una delle tante, e che quindi può rendere perfettamente l’idea di come si esprima chi, a differenza mia, non abbia inevitabilmente “neutralizzato” almeno un parte l’accento ed il vocabolario umbro/altolaziale.
Io ed il mio compare siamo stati cresciuti, educati, gratificati, intimoriti e puniti dalla Sora Flora, per l’appunto, il che forse spiega molte cose.

N.B. Nella Sora Flora c’è disgraziatamente poco o nulla di caricaturale.

Read Full Post »

Sull’omertà e l’estrema vigliaccheria proprie della maggior parte degli esseri umani non ho mai avuto dubbi. L’ho capito sin da bambino, appena uscito dal mediamente ovattato nido famigliare, ho istantaneamente percepito la meschinità e la bassezza morale delle quali gli individui sono capaci non appena riuniti in un gruppo; la cecità della loro violenza e la crudeltà del loro agire possono non conoscere limiti, tanto quanto il loro coraggio ed il loro spirito di inziativa risultano nulli se presi singolarmente. Il senso di solidarietà e comunanza presente nel “branco” quando si è dalla parte del più forte, fa spazio all’egoismo e alla codardia non appena ci si trova all’interno di una debole minoranza, al cospetto di un nemico minacciosamente potente, o presunto tale.
La mafia è proprio questo, un modo di pensare, inculcato o spontaneamente appreso sin dalla tenera età; “pensa solo a te stesso”, “lascia che se ne occupi qualcun’altro”, “non metterti nei guai, chè non ne vale la pena”, sono queste le frasi che creano i mostri. Un mostro per me è colui che di fronte alla mostruosità non fa nulla, rimane immobile, intimorito, passivo, complice. E di persone così il mondo è pieno, gente infinitamente meno importante di un serial killer o di un boss della malavita, ma infinitamente più temibile, poichè dietro l’assenza di volontà e di azione, nasconde una forma di violenza passiva che è anche più pericolosa, quella del menefreghismo, della manovrabilità, del negazionismo, del miserabile egoismo, dell’insensibilità, del voltarsi dall’altra parte.

La triste realtà è che di fronte al sopruso, è uno quello che si ribella, che interviene, mentre gli altri se e stanno muti a guardare, al massimo, ringraziando dio che non sia toccata a loro la cattiva sorte, e a volte quell’uno nemmeno c’è.

Perchè nessuno è disposto a rischiare in prima persona per il bene comune, e spesso nemmeno per il proprio.
E’ accaduto con lo schiavismo, con le deportazioni dei regimi totalitari, e accade oggi, spesso; donne violentate in pieno centro, persone picchiate davanti ai passanti, studenti brutalizzati dalla polizia, cadaveri abbandonati sulla spiaggia, tutto si svolge nella quasi indifferenza totale e tutto può essere facilmente documentato in maniera esemplificativa con i soliti link, ma non ho nemmeno voglia di farlo.

L’accettazione della violenza e dell’ingiustizia mi fa paura molto più delle medesime, perchè non prendere le distanza da esse e ostacolarle con ogni mezzo equivale non solo a legittimarle, ma a compierle, con l’aggravante della vigliaccheria del non metterci la faccia davanti.
Sul “popolo” non faccio molto affidamento, purtroppo, il popolo lo compri con un pezzo di pane, o anche meno, è cosa nota.
La crudeltà umana la conosco bene ormai, tuttavia a volte ancora riesce a stupirmi.

Mi è giunta da poco notizia che un tale, Guillermo Habacuc Vargas, sedicente artista, ha esposto ad agosto nella Galería Códice (in Nicaragua) quella che secondo lui è una sua “opera d’arte”. In realta’ si trattava di un cane tenuto a catena, lasciato morire di fame e sete, e l’opera d’arte consisteva nel guardare la sua agonia. Il pazzo non lasciava che nessuno desse da mangiare o da bere all’animale.
Questo succedeva ad agosto 2007, per cui questo cane è certamente morto.

La cosa davvero incredibile, come leggo nella mail informativa, “non e’ che questo individuo abbia avuto
questa “pensata”, di pazzi ce ne sono tanti al mondo, ma che:

1. la galleria l’abbia lasciato fare – certamente in Nicaragua non esistono leggi a protezione degli animali d’affezione, qui in Italia sarebbe ovviamente stato illegale. Lo sarebbe stato perfino se fatto su un animale “da reddito”. Ma questo non è un buon motivo per lasciarglielo fare.

2. NESSUNO sia andato li’ a prendere il cane e portarlo via. Nei commenti alla vicenda dicono che l'”artista” allontanava con insulti chiunque tentasse di accudire l’animale.”
E questo, naturalmente, sarebbe una buona giustificazione per evitare di agire; dico, si può rischiare un “vaffanculo” per salvare la vita ad un cane che sta morendo di fame e sete??
Come già fatto notare, non mi sconvolge tanto il fatto che possa esistere un uomo tanto perverso e folle da considerare la tortura di un cane – e badate che non sto parlando di un pollo o di un lombrico, esseri che la maggior parte della popolazione mondiale è abitauata a considerare “merce”, ma di quello che quasi ovunque si accarezza in salotto – un’opera d’Arte, quanto la complicità assassina del pubblico accorso all’evento, ritratto più volte mentre parlotta e sorseggia bevande, lanciando sguardi di fredda indifferenza e magari atteggiandosi ad intellettuale, pronto a tollerare anche la più orrenda e barbara delle provocazioni in nome dell'”Arte”, parola ormai, in bocca a costoro, evidentemente svuotata di qualsiasi significato e ridotta a mero pretesto per gli esibizionismi più gratuiti e gli ego più gonfi, a contenitore di letame intellettuale.

Come se non bastasse, in seguito a quella mostra in Nicaragua, il pazzo in questione è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella “Biennale Centroamericana 2008” che si terra’ in Honduras, e qui c’è appunto una petizione di protesta contro di essa da firmare.
Credo che con questa mossa, l’Arte contemporanea abbia toccato davvero il suo punto più basso e di non ritorno, mostrando, questa volta in maniera davvero incontestabile, la sua vuotezza e la sua totale inutilità.
Qui non siamo davanti alla vivisezione, agli allevamenti, alla corrida, alla mattanza dei tonni qui c’è qualcosa di peggio, viene a mancare anche il più infimo dei pretesti per la violenza, non potendoci nemmeno appigliare all’ideologia; siamo al puro sadismo, e che l’ambito nel quale avvenga sia proprio quello dell’Arte, che dovrebbe essere la massima espressione di libertà possibile, è un’ulteriore pugno nello stomaco.

Ormai molto non si può fare, oltre che prodigarsi in una cattiva pubblicità ed in una serrata protesta nei confronti chi ha permesso che questa aberrazione avvenisse, ma se è vero che la memoria è l’unica redenzione che resta alle vittime, credo che questo animale, indifesa vittima del delirio e dell’insensata malvagità umane, la debba meritare per secoli.

Leonardo Da Vinci disse “Verrà un giorno nel quale gli uomini giudicheranno la morte di un animale allo stesso modo in cui oggi essi giudicano quella di un uomo.”
Sono passati 500 anni e quel giorno è ancora lungi dal venire, così tanto che si permette al criminale che ha realizzato questo

di fregiarsi dello stesso titolo di chi ha prodotto quest’altro

(N.B. il fatto che in seguito all’accaduto si sia scoperto che in realtà l'”artista” non tenesse tutto il giorno il cane legato lì ma solo nell’orario lavorativo non cambia la situazione: sempre di indifendibile sfruttamento animale si tratta. E certamente non diminuisce minimamente la colpevolezza degli omertosi spettatori, ovviamente ignari di questo particolare.)

Read Full Post »

 Sinceramente mi terrorizza pensare che riescano ad esistere indisturbati.

Read Full Post »

Quante volte le avrete sentite? Quante? Sempre le stesse, ripetute senza sosta, incessantemente, in ogni occasione. Nei baretti la fanno da padrone; le pareti di ogni bottega di barbiere ne sono impregnate; ogni ragazza ne è stata bombardata fin da piccola; anche durante le cene più insospettabili, spunta sempre il buontempone di turno che ne spara una e puntualmente si presenta qualcuno che ancora ci ride pure. Sono loro: le battute trite e ritrite, quelle di cui si è persa completamente di vista la data di nascita, quelle per le quali sembra non esistere alcun autore, alcun anagrafe, tanto appartengono al patrimonio prontuaristico comune.
Di fronte a loro, si ha come l’impressione che si siano generate da sole, frutto di un disegno provvidenziale che ha visto bene di fornire materiale umoristico di largo consumo a chi si fosse trovato privo di strumenti sufficientemente efficaci in tal senso e permettere a chiunque di risolvere in allegria una serata in fraschetta, strappare una risata allo zio che si vede solo per Natale, attaccare bottone con uno sconosciuto sul treno.
Qualche volta le abbiamo amate e ce ne siamo impunemente serviti per cavarci d’impaccio in una situazione di imbarazzo in cui ci siamo trovati privi di argomenti; al contempo le abbiamo odiate, ci hanno nauseato, le abbiamo rigettate, per poi andarle a recuperare, strisciando ai piedi della banalità, quando l’alternativa era parlare del tempo. Ora, per la prima volta nella storia del Pensiero Inutile, un team di scienziati specializzati, composto dai professori Alessandra Banale, Fulvio Tricheco, Irene Hecker, Publio Eugenio Sforza Visconti Doria Pamphilij Della Rovere e Claudio Zoppo, ha deciso di raccogliere in un’opera unitaria i più diffusi esempi di Battute Penose, tutti quei famigerati motti di spirito che vi hanno agghiacciato, annoiato, urtato ed infine metabolizzato tanto da non porci più attenzione.Tale raccolta è stata portata avanti tenendo comunque ben presente il ruolo positivo di collante sociale e di provvidenziale terreno d’incontro fra persone diverse svolto da  questo riciclato prontuario, e, pur senza ovviamente alcuna pretesa di completezza, tanto sterminato è il terreno di indagine, la presente ricerca, costata – nostro malgrado – anni di studio intenso ai limiti della sopportazione psico-fisica, si pone come obiettivo una certa esaustività in materia, lasciando l’infinito lavoro aperto a qualsiasi collaborazione di chi vorrà aggiungere altri nuovi reperti tralasciati che andranno ad integrare la monumentale collezione.
I curatori ci tengono a ringraziare tutti coloro i quali hanno dato il loro prezioso aiuto per la riuscita della presente raccolta e ringraziano fin da ora chi offrirà il proprio contributo.
Per la Scienza, per la Storia, per la Memoria, per la madonna che palle che c’hanno fatto ‘ste cazzate!

 

“Quella ragazza mi piace” “Ma è fidanzata” “Embè?! Mica so’ geloso!”

“Com’è l’acqua?” “Bagnata.”

“Dai, di’ qualcosa!” “Qualcosa.”

“Ciao ragazzi, ci vediamo, e se non ci vediamo, accendiamo la luce.”

“Ciao, ci vediamo, e se non ci vediamo, speriamo sia per colpa tua.”

Portando in mano un libro spesso “Il peso della cultura…”

“Tutto sommato è un bravo ragazzo” “Sì, quando dorme!”

“Ahò, quella mica si trucca: si stucca! Anzi, si restaura!” “Sì, pare Moira Orfei!”

“Quello è talmente grasso che si fa prima a saltargli sopra che a girargli intorno!”

“Ti dimentichi sempre tutto! Ti scorderesti pure la testa se non ce l’avessi attaccata al collo!”

“Quant’è brutto quello! Sembra un quadro di Picasso”

“Lprespassn” “Eh?” “’Sto cazzo!”

“Come ti sa questa cosa?” “Mah, non mi dice niente” “Anche perché non parla…”

“Ahò, se dai un’altra capocciata diventi intelligente!”

“Come va la ferita” “M’hanno messo sei punti: c’ho preso la tuta e il borsone.”

“Con quel naso che si ritrova se a tavola fa no con la testa sparecchia e se fa sì affetta il pane!”

“E che cazzo!” “Modera il linguaggio, ci sono dei bambini qui” “Capirai, questi te le insegnano loro le parolacce!”

“Te mica metti lo zucchero nel caffè! Te metti il caffè nello zucchero!” “E’ tanto amara la vita, lasciami almeno prendere il caffè dolce”

“Ma poi ti sei più operato?” “Ho fatto la riduzione del pisello: era troppo grosso”

Entrando d’inverno in una casa particolarmente gelata “Fa più freddo dentro che fuori!”

Sul treno “Qui si sale?” “No, se scende”

“Io sono acquario” “Io vergine” “Tu in tutti i sensi!”

Una ragazza sfiora per errore il braccio di uno ragazzo “Per caso sei scaramantica?” “Perché?” “Eh, tocchi ferro!”

“Ma che te buchi con l’acqua delle mozzarelle?! Ma che te sei fumato, ahò! Cambia spacciatore!”

Per sfottere uno con la riga in mezzo “Quello c’ha la testa a gettone telefonico!”

Ad un automobilista che svolta senza mettere la freccia “E che la metti a fa’ la freccia: la freccia la usano gli indiani”  

Quando la macchina davanti va particolarmente piano “Questo sta andando ad un funerale”  

“Certo che a te t’entra in culo ma non in testa!”  

“Mi raccomando, stasera tutti davanti alla TV!” “Perché?” “Perché dietro non si vede niente”  

“Mi sa che tu da piccolo sei cascato dal seggiolone”  

“Te con i preservativi ci fai i gavettoni a ferragosto”  

“Quello è così zerbino con le donne che c’ha scritto ‘welcome’ sulla schiena!”  

Vedendo delle prostitute “Ma quelle non hanno freddo ad aspettare l’autobus così?”  

“T’apro come una cozza!”  

Vedendo uno con un cellulare molto grande in quanto datato “Quello che è, un telecomando?” o “Che va a gettoni?”  

Ad un tipo spettinato “Ti sei pettinato con le miccette?” o “Hai preso la scossa?”  

Ad un tipo con troppo gel sui capelli “Pare che t’ha leccato una vacca!”  

“Non ci vedi e non ci senti: sei una talpa!”  

“Ah stronzo!” “Guarda che per riconoscere uno stronzo ce ne vuole un altro, eh”  

“Ma come hai fatto a non trovare ‘sta cosa così in bella vista?! Se era un cane t’aveva mozzicato!”  

“Sei sicuro?” “Sì” “L’accendiamo?”  

“Vaffanculo!” “Vacce e te e tre quarti della tua palazzina”  

“Questo lo dici a tua sorella!”  

“Te mi sa che sei frocio!” “Chiediglielo a tua madre se sono frocio” o “Portami tua sorella e te lo faccio vedere se sono frocio”  

“Quelle sono le Tre Grazie: Grazia, Graziella e Graziealcazzo”  

“Che ore sono?” “L’ora di ieri a quest’ora” o “L’ora che ti compri l’orologio”  

Quando uno arriva con i pantaloni un po’ troppo corti sulla caviglia o ‘a pinocchietto’ “Ti si è allagata casa?”  

Ad un automobilista che esita quando scatta il verde “I colori sono finiti, eh…”  

Quando il verde al semaforo non arriva mai “’Sto semaforo è verniciato”  

“Ammazza quanto sei astuto! Che ti mangi pane e volpe?”  

“Quanti anni ha?” “Venticinque” “Seee, per gamba!”  

“Hai una sigaretta?” “Sì” “Hai anche da accendere?” “Vuoi anche che te la fumi io?”  

A qualcuno che chiede troppe cose “Una fetta di culo tagliata vicino all’osso la vuoi?”

“Quella è bruttissima” “Vabbè, dai, se le metti un cuscino in faccia (o una busta in testa, N.d.R.) si può fare” o “La fica è tuttauguale”

“Quello è troppo basso” “L’uomo si misura in centimetri” o “Da sdraiati siamo tutti uguali”

“’Sta macchina è uno scaldapizzette”

“’Sto motorino è uno scaldabagno”

“Rambo, levati la fascetta, ché il film è finito!”

“Hai le orecchie foderate di prosciutto?”

“Hai il prosciutto sugli occhi?”

“Quello ha la testa solo per spartire le orecchie”

“Quello ha un occhio che manda a fanculo quell’altro”

“Hai il fisico da lanciatore di coriandoli” o “da soffiatore di minestrine” o “da giocatore di scacchi”

“Col naso che si ritrova la carta d’identità non gli si chiude”

“Ha due orecchie così grandi che ci capta il segnale radio”  

“Ah fate! Ah fate schifo!”  

“Amo’! Amo’! Ah mostro!”  

“Ammazza che alito! Ma che ti mangi, i bambini morti con le scarpe da ginnastica?!” o “ Ma che ti mangi, i topi morti?!”  

Alla cameriera per fare i fighi dopo aver scolato in fretta una bottiglia “C’hai portato la bottiglia bucata!”  
Ad una commessa “Quanto costa? Sei anche tu compresa nel prezzo?”  

“Come si fa?” “Come gli antichi”  

“Vuoi fare sollevamento pesi? Alzami il cazzo”  

“Quella è sarta: sarta da un cazzo all’altro”  

“Non siamo noi ad essere razzisti: sono loro che sono negri!”

Riferendosi ad una persona di colore “Quello è incazzato nero” o “Ammazza quello quant’è abbronzato!”

“Quella lì hai un culo che fa provincia”

“Ho i calzoni così sporchi che tra un po’ stanno dritti da soli e camminano”

“E’ uscito meglio Pinocchio con una sega che te con una trombata”

“Era meglio che tuo padre si faceva una sega quella sera”

“Ma che ti credi, che Gesù Cristo sia morto dal freddo?”

“Faccio prima a farti un vestito che a portarti a cena”

Ad una persona che mangia moltissimo “Da quant’è che non mangiavi?!” o “Hai il verme solitario!” o “Sembra che non hai mangiato mai!”  

A qualcuno particolarmente panciuto o ad una donna incinta “Guarda che il cocomero si mangia a fette…”  

“L’hai guardata talmente tanto che ci hai lasciato gli occhi su quelle tette!”  

“Quello ha due occhiali che sembrano fondi di bottiglia!”  

Quando qualcuno sgassa in auto od in moto “Facci con il culo!”  

“Sei proprio sfortunato! Tu devi andare a Lourdes!”  

“Sono stato a Lourdes” “Trovato chiuso?”  

“Hai una cartina?” “Ti sei perso?”  

“Quella lì la violenterei” “Tsk, quella ti violenta lei! Se ti prende il cazzo non lo rivedi più!” 

“Quella per scoparla ci vogliono tre giorni di ferie e due di malattia” o “ci vuole la superiorità numerica!”  

“Guarda che mi incazzo!” “Embè? Fai due fatiche”  

“Ti riduco così male che nemmeno tua madre ti riconosce”  

Sull’aereo “Capo, apri il finestrino!”  

Vedendo una macchina di lusso parcheggiata “Sai, l’ho lasciata qui…Passami le chiavi”  

“Allora?” “Sessanta minuti”  

“Quella non è brutta: è simpatica”  

“Il fumo uccide lentamente” “Tanto non abbiamo fretta”  

Ad uno che sta montando qualcosa “Ti sono avanzati i pezzi”  

“Sei così magro che se tira vento ti porta via”  

“Parla più forte” “Mica sono un megafono!”  

“Questa non è una battuta, è una schiacciata”  

Quando il treno si ferma lungo il percorso “Abbiamo bucato”  

“Come stai?” “Seduto”  

“Un applauso” “Clap”  

“Eccì!” “Salute” “Che se ne va”  

“Etciù! Ecciucciamelo!”  

“Carino, quello lì. Peccato sia un po’ piccolo…Va be’, è un C.B.C.R.: cresci bene che ripasso”  

A cena da un amico “Ho mangiato davvero bene!” “Ora ti porto il conto”  

“Prego, siediti” “No, grazie, sto in piedi, ché devo crescere”  

“Ti senti bene?” “No, grida più forte”  

“Mi dai un bicchiere d’acqua?” “No, scusa, ce ne ho solo di vetro o di plastica”

Ad una persona che hai i calzoni sgarrati “Hai fatto a botte col gatto?” (battuta usata anche all’indirizzo di qualcuno con i capelliparticolarmente arruffati, N.d.R.)

Ad uno con una catena o fibbia borchiata come collana “Ti hanno messo il collare? Il guinzaglio dove lo ha lasciato?”

“Mi fa male il braccio” “Troppe seghe!”

“Tu da che ti mascheri per carnevale?” “Io sono già mascherato così”

“Che aspetti a toglierti la maschera? Il carnevale è finito”

“Quando si ubriaca è proprio pazzo!” “Quello è così pure da sobrio”

“Ahò, ma io bevo e voi vi ubriacate?!”

“Mangi più della Democrazia Cristiana!”

“’Sta macchina mi costa quanto una figlia femmina”

“Ammazza quanto fumi! Sei una ciminiera”!

“Conosci l’undicesimo comandamento? ‘Fatti i cazzi tuoi”

“Io te lo presto, ma si chiama Pietro…”

“Quando ti sposi? L’otto: lotto per non sposarmi”

“Voglia di lavorare saltami addosso…”

“Maria De Filippi è il marito di Maurizio Costanzo”

“Hai preso la patente?! Un nuovo pericolo pubblico! Da oggi col casco pure a piedi!”

“La patente l’hai presa con i punti del Fruttolo?!”

“Mi sono laureato in medicina!” “Un altro con licenza di uccidere”

In occasione di un diciottesimo “Ora che sei maggiorenne puoi andare in galera!”

“Ammazza quanto mangi! Ma tua madre non ti dà da mangiare?”

Detto da quello a cui al ristorante portano per ultimo il piatto o si dimenticano di portarlo “Io sto a dieta”

Ad una brutta “Ah bella de notte!”

Quando qualcuno si mette davanti ostacolando la visuale della persona dietro “Sei bello ma non sei trasparente”

“Prendimi questo. E anche questo. E anche questo” “Vuoi che ti faccia la spesa?”

“Mi dicono dalla regia…”

“Se non sono matti non ce li vogliamo”

“Se non sono complicate non ci piacciono”

Quando qualcuno ci mette troppo a fare qualcosa “Guarda che uno c’è morto…”

“Dopo tre sgrullate è pippa”

A tavola “Adesso che si mangia tutti zitti, eh!”

“Questa pietanza si mangia con le mani” “Io pensavo si mangiasse con la bocca”

“Ammazza che tette piccole! Quella non c’ha nemmeno la prima: c’ha la retromarcia!”

“Ti cambio il piatto?” “No, tanto poi nello stomaco si mischia tutto”

“Se continui così, ti raccogliamo con il cucchiaino”

“Io suono il pianoforte” “Io al massimo il campanello!”

“Caspita quanto pesa queste valigia! Cosa ci hai messo, un cadavere?!”

Quando al ristorante tardano a portare la pizza “Sono andati a cogliere il grano”

“Non fare la preziosa, ché ti si rubano”

“In questo traffico ci puoi morire di vecchiaia”

“Oh, con te ci vuole il dizionario Nome dell’interlocutore-Italiano Italiano-Nome dell’interlocutore

Read Full Post »

Non di rado ho pensato:”hey, quanto sarebbe bello vivere negli anni ’60! vivere la Summer of Love, ad esempio!”

Oggi, grazie alla macchina del tempo che ho scovato in cantina, alla quale ho riparato la marmitta e rifatto l’impianto di raffreddamento, posso realizzare il mio sogno e lasciare per sempre questo grigio presente che mi angoscia e deprime per catapultarmi nel variopinto ed elettrizzante decennio della psichedelia e del flower power!

Vediamo..questo malconcio libretto delle istruzioni dice chiaramente che a bordo di essa si può effettuare un solo viaggio, dopodichè la macchina del tempo diventerà del tutto inutilizzabile, perciò devo fare attenzione e programmarla nel modo giusto, se voglio che il mio sogno di libertà e amore libero si realizzi.

Ancora qualche secondo e sarà fatta..ecco, programmo la macchina sul 1967, l’anno della mitica estate dell’amore; semplissimo, non posso fallire….
premo “OK”, si parte, addio, mondo crudele!!

Montefiascone 2007

TAAA-DAAAAAAAAA’!


Montefiascone 1967

..CAZZO la destinazione me so’ scordato!!!!!!!
Bah.

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: