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Archive for the ‘Le note so’ sette’ Category

Per voi un piccolo, piccolo plagio che un musicofilo puntiglioso come me non poteva certo ignorare e perdonare.
Il crescendo di chitarra nell’intro(00.00-00.22) di “Can’t Stop dei Red Hot Chili Peppers, contenuta in By The Way, ricorda pericolosamente quello di Eternal Life(00.00-00.20) di Jeff Buckley, da Grace, mantenendo anche invariata la tonalità, nonostante l’assoluta diversità dei due brani nel loro complesso.

 

 

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Il caso di probabile plagio musicale che presento oggi riguarda una direi piuttosto insospettabile e rinomata band, gli U2, la cui produzione ha subito, come tutti ben sanno, un certo deterioramento negli ultimi anni, dopo i fasti gloriosi degli ’80 e dei primi ’90, commercializzandosi e autoriciclandosi; questo processo ha portato alla pubblicazione del modesto “All That You Can’t Leave Behind nel 2000, il cui primo singolo, la ruffiana ma orecchiabile “Beautiful Day” scalò le classifiche e contribuì a racimolare nuovi fans della band irlandese, che ad oggi gode ancora di un enorme successo e popolarità, nonostante la vena compositiva dei quattro si sia notevolmente impoverita da “Zooropa” in poi.
Forse non tutti però si sono accorti che uno dei punti forti di quell’hit single, la seconda sezione del secondo ritornello, che conferisce potenza e incisività al pezzo, non è che lo stesso ritornello – ripetuto continuamente – di un singolo del primo disco dei norvegesi A-Ha, paladini del “New Romantic” tipicamente eighties, “The sun Always Shine On TV”, da “Hunting High And Low”, copiato pari pari, melodia e parole – “touche me” per intenderci – piazzato lì in una più alta tonalità e scandito con decisione da uno stucchevole e stanco Bono Vox.
Buona facile sgamata!

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Inauguro questo nuovo spazio dedicato al plagio musicale con una scoperta recentissima; una pericolosa quanto palese somiglianza tra il celebre brano portato al successo da Francesco De Gregori nel 1993 “Il Bandito e Il Campione” e contenuto nell’omonimo album, e il forse meno noto (in Italia) brano del ’76 di Bob Dylan “One More Cup of Coffee (Valley Below)”, riguardante nel dettaglio la strofa delle due canzoni.
il brano dedicato al cicilista Costante Girardengo, composto in realtà dal fratello di De Gregori, Luigi (nome d’arte Luigi Grechi), sembra a tutti gli effetti un tributo al folksinger americano, tanto la melodia del cantato ed il giro armonico fino al bridge – pur in un tempo rallentato e in una differente tonalità – risultano simili a quella della quarta traccia del suo album “Desire”.
Questo risulta ancora più chiaro nella versione di “One More Cup of Coffee” di Dylan contenuta in “Live at Budokan”, del ’78 – purtroppo non disponibile in questa sede – velocizzata rispetto alla versione studio e a quella qui proposta – e quindi, nella sezione della strofa, come già detto, identica all’hit del notoriamente più dylaniano dei cantautori nostrani.
Buona sgamata!

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